mercoledì 30 marzo 2016

ETF News



Boost lancia tre Etp su volatilità e mercati emergenti in Borsa Italiana

WisdomTree Europe ha annunciato la quotazione di tre nuovi Etp su Borsa Italiana. I nuovi prodotti rispondono alla crescente domanda di Etp Short e Leveraged (S&L ) di Boost.
Al 10 marzo 2016, gli Etp emessi da Boost hanno quasi toccato quota 500 milioni di dollari di masse gestite e i nuovi strumenti ampliano ulteriormente la già nutrita lista di Boost Etp.
All'inizio di marzo 2016, la quota di mercato degli Etp di Boost raggiungeva il 55% rispetto a tutti i contratti Etc negoziati su Borsa Italiana.

Boost S&P 500 Vix Short-Term Futures 2.25 x Leverage Daily Etp (Isin: IE00BYTYHQ58, Bbg code: VIXL IM) è il primo prodotto che offre in Italia un’esposizione a leva sull'indice Vix, considerato il benchmark della volatilità.
L’indice misura il rendimento di una posizione lunga rolling giornaliera del contratto future Vix a uno e due mesi.
Lo S&P 500 Vix Short-Term Futures Index Er è considerato un utile strumento di copertura contro l’eventualità che si verifichino improvvisi e consistenti ribassi del mercato azionario Usa e, storicamente, ha avuto una correlazione negativa con lo S&P 500.
Questo Etp offre, dunque, una performance giornaliera di 2,25 volte superiore a quella del benchmark, aggiustata per riflettere i costi e le commissioni inerenti al mantenimento e al rolling di una posizione a leva nei future, più il reddito da interessi maturato sull’ammontare collateralizzato.

Il Boost Emerging Markets Etp è proposto con un’esposizione a leva 3x long (Isin: IE00BYTYHN28, Bbg code: 3EML IM) e una a leva 3x short (Isin: IE00BYTYHM11, Bbg code: 3EMS IM) sull’Emerging Equities Rolling Futures Index, che replica i future del primo e secondo trimestre dell’indice Msci Emerging Markets, un indice di capitalizzazione di mercato corretto per il libero flottante, pensato per misurare la performance dei mercati azionari di 23 paesi emergenti: Brasile, Cile, Cina, Colombia, Repubblica Ceca, Egitto, Grecia, Ungheria, India, Indonesia, Corea, Malesia, Messico, Perù, Filippine, Polonia, Russia, Qatar, Sudafrica, Taiwan, Tailandia, Turchia ed Emirati Arabi Uniti. Con 835 costituenti, l’indice copre circa l’85% della capitalizzazione di mercato di ciascuno dei paesi interessati.

Il Boost Emerging Markets 3x Leverage Daily Etp e il Boost Emerging Markets 3x Short Daily Etp offrono, rispettivamente, una performance giornaliera a leva tripla (3x) e a leva tripla inversa (-3x) rispetto all’andamento del benchmark. In entrambi i casi, la performance è corretta per riflettere i costi e le commissioni inerenti al mantenimento e al rolling di una posizione a leva nei future, più il reddito da interessi maturato sull’ammontare collateralizzato.

La piattaforma di prodotti Etp S&L di Boost, oggi, copre le principali asset class del mondo, includendo azioni, volatilità, obbligazioni, valute e commodity, con un totale di 128 quotazioni su Borsa Italiana, London Stock Exchange e sul mercato tedesco Xetra.

Viktor Nossek, direttore della ricerca di WisdomTree Europe, ha così commentato: “La volatilità di quest’anno, rafforzata dalla decelerazione dell’economia cinese e dal tracollo delle commodity, ha inciso negativamente sul sentiment verso gli attivi rischiosi, provocando un calo delle aspettative sulla crescita globale e creando buone opportunità di posizionamento al ribasso sul segmento azionario. L’esposizione relativamente elevata delle Borse Usa ai titoli del settore tecnologico, che di recente ha risentito dei dati finanziari deludenti e delle ridotte aspettative di crescita, ha intensificato la volatilità sui mercati azionari statunitensi. Con un Etp a leva sui future dello S&P 500 Vix, gli investitori hanno la possibilità di posizionarsi in maniera efficiente, nel breve periodo, sui crescenti rischi dei mercati azionari, impiegando capitali minori per ottenere la stessa esposizione (senza leva), o per amplificare la propria esposizione con gli stessi capitali".
"I prodotti Etp long e short con fattori di gearing che replicano i mercati emergenti rappresentano un modo per posizionarsi tatticamente sull’incertezza della regione, visto che il 2016 inizia con una marcata divergenza delle prospettive di crescita: Russia e Brasile sono in recessione, il riequilibrio politicamente orchestrato della Cina sta provocando un rallentamento economico, mentre l’India è ancora in una fase di boom. Tuttavia, molte di queste aspettative sono ancora trainate dalla volatilità dei prezzi delle commodity, e il recente rimbalzo del greggio sta imprimendo nuova forza ai titoli delle aziende dei paesi emergenti esportatrici di materie prime. Fino a quando non si saranno calmate le acque e il quadro economico della regione non si sarà stabilizzato, gli investitori potrebbero ricercare opportunità di negoziazione di breve periodo, o decidere di coprire la propria esposizione sui mercati emergenti che, usando la leva, richiede capitali inferiori. Questi nuovi prodotti offrono agli investitori allettanti opportunità di hedging e accelerazione dei rendimenti, nell’ambito della gamma degli Etp S&L di Boost”.

Nik Bienkowski, co-Ceo di WisdomTree Europe ha dichiarato: “Boost, come società emittente, è lieta di poter rispondere con prontezza alle esigenze degli investitori, ampliando la propria già vasta gamma di prodotti Etp presenti sul mercato italiano. Questi nuovi strumenti offrono ulteriori soluzioni e opportunità di diversificazione, che consentono ai clienti di gestire le esposizioni in portafoglio. I nuovi prodotti quotati contribuiscono a potenziare le nostre capacità di coprire tutte le principali asset class, includendo un’esposizione unica alla volatilità sul segmento azionario”.

Source lancia tre Etf smart beta orientati alla generazione di reddito

Da una nuova ricerca (nel mese di febbraio 2016, sono stati intervistati 77 investitori istituzionali sul loro approccio ai dividendi) promossa da Source, emerge che la maggior parte degli investitori istituzionali, quest’anno, si aspetta un calo dei dividendi rispetto al 2015.
L’anno scorso i dividendi globali sono cresciuti del 9,3%, ma il 72% degli investitori istituzionali crede che quest’anno la crescita sarà inferiore al 5%. Questo spiega perché circa metà (48%) degli investitori istituzionali intervistati ritiene che nei prossimi due anni sarà sempre più importante investire nel reddito, rispetto al 7% che pensa, invece, che esso sarà meno rilevante.
Solamente un investitore su quattro (23%) è convinto che la tendenza delle grandi aziende a tagliare i dividendi cambierà nel 2016, mentre il 59% crede che aumenteranno le probabilità che gli investitori cadano in “trappole di valore” (acquistando un titolo che distribuisce un dividendo interessante, che poi scende bruscamente, oppure un titolo che non distribuisce il dividendo atteso). Inoltre, solamente il 44% degli investitori istituzionali crede alla trasparenza dei dati su cui si basa la valutazione della capacità di una società di pagare dividendi interessanti.

Essendo sempre più difficile trovare titoli che distribuiscono un buon dividendo, Source e Research Affiliates LLC (Rafi), leader globale nelle strategie smart beta (ovvero, strategie progettate per conferire valore aggiunto selezionando in modo sistematico le posizioni in portafoglio, ponderandole e ribilanciandole sulla base di caratteristiche diverse dalla capitalizzazione di mercato, secondo la definizione di Rafi) e nell’asset allocation, hanno lanciato tre Etf smart beta orientati alla generazione di reddito.
L’obiettivo di questi fondi è di fornire esposizione sui nuovi indici FTSE RAFI Equity Income, attraverso azioni che distribuiscono dividendi elevati e che sono state selezionate anche perché offrono un reddito sostenibile. Gli Etf offriranno agli investitori la possibilità di scegliere tra un esposizione agli Stati Uniti, al Regno Unito o all’Europa.
Una seconda ricerca di Source (nel mese di febbraio 2016, sono stati intervistati 54 investitori istituzionali sull’approccio smart beta) rivela che il 27% degli investitori istituzionali investe in strategie smart beta e quelli che non lo fanno, ovvero il 31%, prevedono di investire in queste soluzioni nei prossimi due anni. Inoltre, secondo il 57% degli intervistati aumenterà il numero di Etf smart beta che saranno lanciati nei prossimi tre anni, e circa il 28% ritiene che gli investitori istituzionali saranno sempre più interessati a queste strategie per ottimizzare i dividendi ricevuti.

Chris Mellor, executive director, Equity Product Management di Source, ha dichiarato: “Molti investitori faticano a generare reddito nello scenario attuale, dove i rendimenti obbligazionari sono bassi e la maggior parte delle strategie azionarie ad alto rendimento è troppo esposta su titoli di bassa qualità o a bassa crescita. I nostri investitori volevano una strategia che si concentrasse sui dividendi, senza esporsi alle società di bassa qualità. È esattamente quello su cui abbiamo lavorato con Research Affiliates, e che ci ha portato a sviluppare gli indici FTSE RAFI Equity Income”.

Per costruire questi indici, Research Affiliates utilizza indicatori fondamentali che filtrano le imprese che non si trovano in buona salute finanziaria. Tra i titoli restanti, seleziona il miglior 50% in ogni settore sulla base del reddito da dividendi. A questo punto, pondera i costituenti in base al prodotto del rendimento da dividendi per il peso dei fondamentali nel RAFI, che si basa su quattro indicatori, anziché sulla capitalizzazione di mercato della società. Lo scopo di tale processo è di costruire un portafoglio di azioni di alta qualità e ad alto rendimento, evitando di attribuire un peso eccessivo ai singoli settori, senza fare riferimento agli indici ponderati per la capitalizzazione di mercato.

Rob Arnott, presidente del Consiglio di amministrazione e Ceo di Research Affiliates, ha dichiarato: “Siamo entusiasti della nuova serie di indici Equity Income e siamo lieti della partnership con Source, che ci consente di proporre queste soluzioni innovative agli investitori. Nonostante sul mercato ci siano numerose strategie di indicizzazione basate sui dividendi, poche garantiscono che il titolo offra un prezzo interessante sulla base di indicatori diversi dal rendimento da dividendi, e sono ancora meno quelle che utilizzano filtri che verificano la sostenibilità del dividendo. La nostra ricerca approfondita nelle soluzioni smart beta ci ha consentito di generare un reddito robusto e sostenibile d’eccellenza attraverso un portafoglio azionario”.

Questi Etf sono anche i primi fondi a essere lanciati sulla nuova piattaforma di Etf fisici di Source. Il patrimonio è gestito da Legal & General Investment Management, il principale fornitore di fondi indicizzati britannico, che gestisce 288 miliardi di sterline solamente in fondi indicizzati, nonché il principale gestore globale di indici FTSE RAFI, per 8,9 miliardi di sterline. Gli Etf Source FTSE RAFI Equity Income investiranno negli attivi degli indici attraverso il fondo master.

Lyxor converte alla replica fisica il suo principale Etf sul Giappone

Il 10 marzo scorso, Lyxor International AM (Lyxor) ha convertito alla replica fisica l’Etf sull’indice giapponese Topix, compiendo così un ulteriore passo di avvicinamento a quota 50% di Etf fisici per masse gestite. A seguito di questa conversione, infatti, Lyxor gestisce con il metodo della replica fisica oltre il 46% del patrimonio dei suoi Etf, che ammonta a 20,6 miliardi di euro (fonte: Lyxor, all’8 marzo 2016), classificandosi tra i principali gestori di Etf fisici in Europa.

Lanciato nel 2005, il Lyxor Japan (Topix) Ucits Etf (Isin: FR0010245514, Bbg code: JPN IM) è stato il primo Etf sul mercato azionario asiatico della società e, con oltre 1 miliardo di dollari di patrimonio in gestione (fonte: Lyxor, all’8 marzo 2016), è il più grande Etf europeo sull’indice Topix.
La conversione alla replica fisica lo allinea al più recente Lyxor Jpx-Nikkei 400 Ucits Etf, anch’esso gestito con la replica fisica.

Commentando la conversione alla metodologia di replica, Arnaud Llinas, head of ETFs & Indexing, ha dichiarato: “Siamo più vicini a definire la modalità di replica dei nostri Etf solo in base alle caratteristiche dei loro indici benchmark. Ciò è essenziale alla luce della nostra ambizione di mantenere, su tutta la gamma, il più alto livello di fedeltà di replica e di efficienza degli scambi”.

Lyxor ha iniziato a utilizzare la replica fisica nel 2012, e oggi, con 37 Ucits Etf fisici (fonte: Lyxor, all’8 marzo 2016), questa è la sua principale modalità di replica per i propri Etf sui mercati sviluppati. La replica sintetica viene mantenuta, poiché ritenuta più efficiente, per gli indici più complessi come quelli sui mercati emergenti.
Il passaggio alla replica fisica del Lyxor Etf sul Giappone segue quello dell’Etf sull’indice Msci Emu, a inizio 2016, e, ancor prima, dell’Etf sull’indice Euro Stoxx 50 (avvenuto a fine 2015).

martedì 15 marzo 2016

Analisi FTSEMIB

Il nostro principale indice prosegue nel rimbalzo aiutato dalle droghe di Draghi che inietta sempre più dosi massiccie di eroina sperando che facciano effetto.  Il quadro grafico evidenzia un canale rialzista di breve periodo intatto dentro un trend di medio periodo ancora ribassista, che sta riportando l'indice sulla prima resistenza significativa di area 19.305 punti. La rottura di questo livello potrebbe far estendere il recupero verso area 20.383 punti. Il movimento di recupero in atto sarebbe messo in discussione solo con la perdita del supporto statico di area 17.729 punti. Buon trading.

FTSEMIB Giornaliero


lunedì 14 marzo 2016

A Draghi restano 3 anni per fare gli Eurobond


Il mandato di Draghi termina il 1 novembre 2019. Restano 3 anni per convincere la Germania ad accettare gli Eurobond, perchè nel dopo Draghi se alla presidenza della Banca Centrale Europea arriva un governatore tedesco o filo tedesco la vedo dura.
E visto anche i recentissimi risultati delle elezioni regionali in Germania, qualche timore che questa Unione Europea e questa moneta unica resti tale anche fra qualche anno è d'obbligo.


mercoledì 9 marzo 2016

Analisi SP500

Lo SP500 dopo essere stato tirato su per i capelli nell' Agosto scorso, sta riproponendo lo stesso pattern grafico, ancora una volta ad un passo da entrare ufficialmente dentro un mercato orso, è stato ritirato su in extremis. Il mercato toro partito dal marzo 2009 è ancora vivo e vegeto.
Le cause non le sto a cercare e non mi interessano, si potrebbe disquisire per ore parlando di quantitative easing mondiale, di forsennati buy back a debito (tanto il denaro non costa nulla) ecce ecce..., meglio focalizzarli sulla sola analisi tecnica.
Ormai molto vicino alla rispettiva mm 200 periodi sul giornaliero che oggi transita per quota 2.021 punti una sua salita sopra tale livello potrebbe richiamare ulteriori acquisti. 5 mesi fa una volta ripresa la mm200 non ebbe però più la forza di proseguire e dopo un altalena sopra-sotto la media tornò a scendere.
I livelli da monitorare sono dunque 2.021 punti che se superati in chiusura potrebbero spingere l'indice alla resistenza più prossima in area 2.080 punti, mentre al ribasso invece nuova debolezza solo sotto1.930 prima e 1.891 poi, ma sarà solo con la perdita dei minimi precedenti del febbraio scorso di area 1.810 che il mercato toro sarebbe messo in seria crisi. Buon trading.


mercoledì 2 marzo 2016

Analisi FTSEMIB

Dopo 2 mesi in cui le borse Usa ed Europee hanno ricalcato quasi alla perfezione l'andamento del 2008, con l'inizio di Marzo è iniziata una netta divergenza. Questo è il dato di fatto principale da sottolineare. I dati sul manifatturiero di febbraio in calo in quasi tutti i paesi avvicinano però ad una recessione su scala mondiale, e questo stride con la ritrovata euforia dei listini. Quindi o nei prossimi mesi tornano a salire i dati o tornano a scendere le borse. Prendo in prestito questa tabella da Rischio Calcolato

 

Per quando riguarda il nostro principale indice il recupero dai minimi toccati l'11 Febbraio ha raggiunto il +15,5%. Per il mio modello di trading siamo ancora in fase di rimbalzo, il trend ribassista di medio periodo verrebbe messo in discussione (in discussione, ma non ancora vinto) solo con chiusure sopra area 19.305 punti.

Da notare che in questo rimbalzo, comprendendo anche quello di stamani, sono stati lasciati aperti ben 3 gap-up (in media 1 ogni 5 sedute), e questo a mio parere rafforza la tesi che siamo in presenza di un movimento correttivo dentro un trend ribassista e non di vera inversione. Buon trading.

FTSEMIB Giornaliero