giovedì 28 gennaio 2016

ETF News







ETFplus: record storici per contratti e controvalore, nel 2015

Anche l’ultimo trimestre del 2015 si conferma positivo per il mercato ETFplus di Borsa Italiana, dedicato alla negoziazione di Etf, Etc, Etn (Etp), e fondi aperti quotati, dove sono stati superati i 1000 strumenti.
Gli scambi su Exchange Traded Product (Etp), da ottobre a dicembre, hanno registrato un totale di 1.094.398 contratti (+22,07% rispetto allo stesso periodo del 2014), per un controvalore di 23,65 miliardi di euro (+17,10% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente). In particolare, le Etc ed Etn hanno avuto una crescita del 117,8% rispetto allo stesso trimestre del 2014, con una media giornaliera di 8.706 contratti, per 77,8 milioni di euro di controvalore.

Tra le nuove tipologie di strumenti disponibili per gli investitori vi sono due Etn a leva long e short su indici azionari cinesi, le prime Etc a leva 3 long e short su caffè, zucchero, nichel e grano, e un Etf su un indice di società che operano nel campo della sicurezza informatica.
ETFplus, nell’ultimo trimestre del 2015, ha inoltre dato il benvenuto a 9 nuovi emittenti di fondi aperti che hanno permesso di raggiungere il traguardo storico di 100 fondi aperti quotati a fine 2015.

Guardando ai numeri dell’intero anno, nel 2015, gli Etp hanno fatto registrare nuovi record storici in termini di contratti e controvalore (4.921.742 contratti per un controvalore di 104,29 miliardi di euro, rispettivamente +60,23% e +41,49% rispetto al 2014), mentre l’asset under management (AuM) si è attestato a quota 47,60 miliardi di euro (+28,52% rispetto al 2014), grazie a una raccolta netta record di 10,39 miliardi di euro (+23,31%, anno su anno).

Silvia Bosoni, responsabile ETFs Listing di Borsa Italiana ha commentato: “ETFplus è un mercato in continua crescita, e i dati di mercato relativi al 2015 lo dimostrano. Abbiamo più di 1.000 prodotti quotati, con nuove tipologie di strumenti che ampliano ancor di più l’offerta per gli investitori. Sulla scia del successo dell’anno scorso, abbiamo chiuso anche il 2015 con il record di raccolta netta e di scambi, che hanno portato le masse investite in Italia in Etp a quota 47,6 miliardi di euro; si conferma, così, la leadership del mercato italiano in Europa”.


UBS amplia la gamma di Factor Etf quotati a Milano con tre nuovi fondi currency-hedged

UBS ETF amplia la gamma di Factor Etf quotati a Milano con tre nuovi fondi currency-hedged, confermandosi il principale provider di Etf a cambio coperto in Europa.
La leadership di UBS è legata al numero di strumenti (oltre 70 su quattro listini europei), ma soprattutto alla crescita del patrimonio in gestione; nel 2014 e nel 2015, infatti, oltre il 60% della nuova raccolta, i nuovi flussi di capitali investiti, a livello europeo, in Etf che prevedono la copertura dal rischio di cambio, è stato catalizzato dagli Etf di UBS, per un ammontare complessivo di circa 7,5 miliardi di euro (fonte: ETFGI e UBS Asset Management, a fine dicembre 2015).

Il 19 gennaio scorso hanno debuttato a Piazza Affari tre Factor Etf in versione euro hedged, che permettono d’investire sul mercato azionario Usa, concentrandosi su specifici fattori generatori di performance: Low Volatility e Quality per chi cerca un’esposizione più difensiva al mercato statunitense, Yield per gli investitori che puntano a un approccio più ciclico. I tre prodotti sono:

  • Ubs (Irl) Etf plc - Factor Msci Usa Low Volatility Ucits Etf (hedged to Eur) A-acc (Isin: IE00BWT3KJ20);
  • Ubs (Irl) Etf plc - Factor Msci Usa Quality Ucits Etf (hedged to Eur) A-acc (Isin: IE00BWT3KN65);
  • Ubs (Irl) Etf plc - Factor Msci Usa Total Shareholder Yield Ucits Etf (hedged to Eur) A-acc (Isin: IE00BWT3KQ96).


“La forte propensione all’innovazione di UBS ETF – spiega Simone Rosti, responsabile UBS ETF Italia – è confermata anche dalla nuova quotazione, la seconda dall’inizio dell’anno. Questa vocazione e l'elevata qualità della replica sono certamente i due driver principali che hanno permesso a UBS di affermarsi rapidamente sul mercato italiano degli Etf”.
In soli tre anni, UBS ETF ha, infatti, raccolto oltre 2 miliardi di euro.

In particolare, per quanto riguarda gli Etf currency-hedged, la gamma di UBS è composta da 14 strumenti ed è la più ampia disponibile a Piazza Affari, oltre a essere l’unica ad abbracciare tutte le asset class. Nel dettaglio:


  • dieci Etf azionari che prendono posizione sul mercato azionario Usa (con quattro prodotti, i tre Factor e un Etf sull’indice Msci Usa), sull’indice Msci All Country World e sui singoli listini di Regno Unito, Giappone, Svizzera, Canada, Australia;
  • due Etf obbligazionari, entrambi sull’obbligazionario corporate Usa;
  • uno strumento sulle commodity (Ubs Etf Cmci Composite Eur Hedged);

  • un Etf multi-asset attivo, Ubs Etf Map Balanced 7 Sf Ucits Etf (Eur) A-acc.


Saxo Bank lancia, su larga scala, la prima soluzione d’investimento interamente digitale per gli investitori retail costruita con gli Etf di iShares


Saxo Bank ha annunciato il lancio della prima soluzione d’investimento interamente digitale, su larga scala, per gli investitori retail, costruita con gli iShares ETF di BlackRock.
SaxoSelect è, infatti, un nuovo servizio di gestione di portafoglio completamente digitale e automatizzato, che permette ai clienti di Saxo Bank d’investire, sulla base di strategie preselezionate, in tempo reale e in un ambiente di piena trasparenza, direttamente sulla loro piattaforma Saxo.

Il servizio SaxoSelect, per gli investitori a lungo termine, consiste in tre portafogli con differenti profili di rischio: Difensivo, Moderato o Aggressivo.
Questi portafogli sono gestiti da Saxo Bank, utilizzando i dati delle ricerche svolte da BlackRock, e investiranno negli Etf di iShares disponibili in selezionate valute ─ inizialmente, euro e sterlina inglese ─ con una commissione all-inclusive pari allo 0,90% annuo del portafoglio.

Il lancio di SaxoSelect segna un passo importante nell’impegno di Saxo Bank per allargare l’accesso alle opportunità d’investimento.
Fin dalla sua nascita, nel 1992, Saxo Bank si è concentrata nell’offerta di tecnologie innovative, e oggi, sempre nell’ottica di un’ulteriore “disruption”, sta collaborando con BlackRock, uno dei leader globali nell’asset management, per cogliere il vero potenziale del mondo fintech.

A proposito di questa collaborazione, Gian Paolo Bazzani, Ceo di Saxo Bank Italia, ha commentato: “Questa iniziativa è sostenuta dalla convinzione che la tecnologia cambierà profondamente il settore dell’asset management. L’accesso alla tecnologia, la richiesta di trasparenza e il focus sulla performance cambieranno il modo in cui le persone gestiranno i propri risparmi. Attraverso il connubio della nostra leadership nella trading technology con gli strumenti d’investimento di BlackRock, stiamo dando una forma al futuro di come le persone investiranno”.

Emanuele Bellingeri, responsabile iShares Italia, ha aggiunto: “E’ stimolante vedere come la crescente domanda di portafogli integrati basati sugli Etf offra agli investitori una modalità d’investimento a basso costo, trasparente e flessibile. La crescita del mercato degli Etf europei è costante, ed è fondamentale che questi strumenti siano resi disponibili agli investitori in una modalità in linea con le loro ‘abitudini digitali’. Noi restiamo focalizzati nel supportare service provider come Saxo Bank, affinchè dispongano di tutti gli elementi necessari per costruire soluzioni d’investimento diversificate per gli investitori”.

lunedì 25 gennaio 2016

Analisi FTSEMIB

Dopo il primo affondo ribassista del 2016 il nostro principale indice tenta una reazione trovando conforto dal supporto rappresentato delle resistenze statiche poste in area 17.800/18.000 punti.
Il quadro grafico di medio periodo resta compromesso, la perdita di area 17.500 porterebbe al test del livello di area 15.000, ultima barriera a difesa del ritorno sui minimi di area 12.300-12.500 punti. Buon trading.

FTSEMIB Settimanale


venerdì 22 gennaio 2016

Scenario Mercati 2016-2017



Nel mese di Agosto 2015 ci fu un inaspettato (ma per me nemmeno poi tanto) sell-off generale dei lisitini azionari che in pochi giorni persero molto. Evidentemente però quello non era ancora il momento per lasciar crollare i mercati e qualcuno pensò bene di ritirarli su prendendoli per i capelli. Nel mese di ottobre infatti i valori erano tornati molto vicini ai max storici.

Da diversi anni  ho cercato di capire quale fosse il momento migliore perché i mercati fossero lasciati crollare. Forse oggi sono arrivato vicino alla verità. L’ultimo anno del secondo mandato del presidente Usa per me è quello che ha le maggiori probabilità per essere l’anno nero delle borse, 2000-2008,..2016??. Questo perché se anche crollano i mercati e arriva una crisi economica il presidente in carica è all’ultimo anno di mandato e poi se ne va, quindi non gli importa se perderà consensi, mentre il presidente entrante si prenderà tutti i meriti (e i consensi) di aver risollevato l’economia e i mercati.

Partendo da questo scenario da almeno 6-8 mesi sono sempre stato attento alla ricerca di quei segnali grafici che avvalorassero l’inizio di questo reset. Ebbene al  momento se confronto l’inizio del 2016 con l’inizio del 2008 dei principali listini USA le coincidenze sono impressionanti. Nel 2008 l’elemento scatenante furono i mutui subprime, Lehman non fu la causa come chi non conosce i fatti pensa, ma la conseguenza. Nel 2016 potrebbero essere le materie prime a prezzi azzerati a causare default  a catena e insolvenze capaci di portare a una nuova Lehman.

Seguendo i pattern grafici del 2008 la scaletta dovrebbe essere questa:

Bottom del primo affondo raggiunto in questi giorni. Ora febbraio e marzo mi aspetto  alti e bassi, rimbalzi e discese, poi aprile maggio se la scaletta sarà rispettata dovremmo vedere una perfetta bull trap con i lisitini azionari che recupereranno dai minimi anche un 10-15%. Questo rialzo farà pensare ai più che sarà ripartita la giostra del rialzo perenne e molti prevederanno  nuovi massimi a breve, mentre invece per me da giugno in poi inizierà il vero reset dei mercati.

La perdità  dei minimi di marzo scatenerà pesanti ondate di vendite generalizzate.

I minini per i listini azionari usa dovrebbero essere raggiunti nel marzo 2017, mentre altri asset come per es. l’obbligazionario paesi emergenti potrebbero vedere i minimi già a fine ottobre 2016-inizio novembre. Anche alcuni listini azionari di paesi emergenti come la ad es. la Cina potrebbero non aspettare marzo 2017 per ripartire ma farlo già da novembre di quest’anno.

Le materie prime tutte schiacciate ai minimi di periodo potrebbero anch’esse anticipare i mercati azionari nella ripartenza e reagire all’insù già a novembre.

L’asset che ai prezzi di oggi dovrebbe perdere meno in quanto anche bene rifugio per me sarà come nel 2008, il Gold.

giovedì 14 gennaio 2016

Aggiornamento SP500

Lo SP500 si trova praticamente al test del supporto statico dei minimi di Agosto 2015. Se rompe al ribasso il livello di area 1.867 punti potrebbe accelerare verso il supporto dinamico della mm200 periodi sul giornaliero che oggi transita per quota 1.780 punti dove è atteso un rimbalzo. Buon trading.

SP500 Settimanale








SP500

SP500 settimanale
In caso di incendio seguire la linea tratteggiata


venerdì 8 gennaio 2016

Analisi SP500

Lo SP500 non promette niente di buono, sul mensile divergenza ribassista sullo stocastico e pattern grafici simili alle situazioni pre crolli del 2000 e 2008.
Siate consapevoli, siate preparati

SP500 mensile



giovedì 7 gennaio 2016

Analisi FTSE MIB

Premesa: L'ultimo anno del Presidente USA uscente sin dagli anni 2000 è sempre coinciso con mega crolli delle borse e in genere di tutti i mercati finanziari e di tutti gli asset. 2000-2008... e 2016??? vedremo, ma le premesse di questi primissimi giorni dell'anno fanno riflettere.
Sarà perchè il presidente uscente al secondo mandato non può essere rieletto e quindi esce di scena senza perdere consensi, mentre il presidente entrante si potrà prendere i meriti e quindi consensi della ripresa dei mercati e dell'economia, ma nei due precedenti casi questo è quanto si è verificato...
Detto questo il nostro indice, che nelle prime 4 sedute del 2016 sta perdendo circa un 7% oggi vale 19.950 punti sta perdendo un livello di supporto importante di area 20.150 punti e sta pericolosamente avviandosi verso trend ribassisti che vedono come livelli supportivi nell'ordine:

area 17.800/17.500

e al cedimento dei 17.500

area 15.000

sotto questo livello un nuovo test dei minimi di area 12.300 diventa molto probabile

FTSEMIB Settimanale


















Il secondo grafico invece è sempre l'indice FTSEMIB ma a barre mensili ed è straordinario notare come tutto il movimento dal 2009 sia simmetricamente perfetto. La proiezione che ne segue, se venisse rispettato alla perfezione, vedrebbe un nuovo ribasso da questi livelli di circa un altro 40% seguito poi da un nuovo violento impulso rialzista che riporterebbe i valori da 12.000 ai 40.000 in pochi anni.

FTSEMIB Mensile