giovedì 17 dicembre 2015

ETF News



Analisi del mercato globale degli Etp, a fine novembre 2015

Si riportano, qui di seguito, le principali evidenze del report “ETP Landscape - Industry Highlights” di BlackRock sull’andamento del mercato globale degli Etp (Etf, Etc ed Etn) nel mese di novembre.

· Nel mese di novembre, gli Etp hanno raccolto 28,2 miliardi di dollari, a livello globale, mentre da inizio anno i flussi si attestano a 302,4 miliardi, livello prossimo al record annuale di 345,4 miliardi di dollari del 2014.

· Con una raccolta di 21,4 miliardi di dollari, gli Etp azionari statunitensi hanno segnalato il miglior mese di quest'anno, mentre le esposizioni azionarie estese dei mercati sviluppati hanno attirato 6,4 miliardi. I prodotti azionari sui mercati emergenti hanno avuto flussi negativi complessivi per 2,5 miliardi di dollari, concentrati sugli Etp che offrono esposizione alla Cina, con deflussi pari a 2 miliardi.

· Dopo i forti afflussi di ottobre, gli Etp a reddito fisso hanno invertito la rotta, con una raccolta netta negativa di 129 milioni di dollari, a livello globale, con deflussi per 4,5 miliardi dai titoli governativi Usa, in vista di un possibile aumento dei tassi a dicembre da parte della Fed.

· In Europa, gli Etp continuano la propria corsa anche nel mese di novembre, accumulando 3,2 miliardi di dollari di nuovi flussi netti. Già a fine novembre, l’industria europea degli Etp registra il miglior anno di sempre, con flussi pari a 73,2 miliardi di dollari, nei primi 11 mesi.

· In linea con il quadro globale, gli Etp azionari in Europa hanno raccolto 2,9 miliardi di dollari, guidati dalle esposizioni Usa (+ 0,9 miliardi di dollari) e da quelle estese dei mercati sviluppati (+ 1,05 miliardi). Seppur quest’anno l’Eurozona abbia fatto la parte del leone, a livello di flussi, all’interno del segmento azionario dei paesi sviluppati, a novembre il trend è stato piatto.

· In Europa, gli afflussi registrati dagli Etp a reddito fisso si sono fermati a 64,2 milioni di dollari. Gli Etp obbligazionari corporate hanno attirato 1,9 miliardi, mentre gli Etp monetari hanno perso 0,5 miliardi e quelli governativi 1,3 miliardi. All'interno del segmento corporate, l’obbligazionario investment grade e high yield hanno, invece, continuato ad attirare investitori, raccogliendo 0,9 miliardi e 1 miliardo di dollari, rispettivamente.

Ursula Marchioni, chief strategist iShares Emea, ha commentato: “A livello globale, i flussi degli Etp rimangono sulla direttrice del record per il 2015. Anche nel mese di novembre, i flussi sono stati per lo più guidati dalle divergenze tra le politiche delle Banche Centrali. Con il volgere del mese, si è accresciuta la probabilità di un rialzo dei tassi durante la riunione di dicembre da parte della Federal Riserve, e i mercati hanno previsto un ampliamento del programma di stimoli da parte della Banca Centrale Europea. Come risultato, abbiamo osservato forti flussi verso fondi azionari statunitensi e dei mercati sviluppati, e deflussi dai governativi statunitensi. Dopo il rimbalzo di ottobre, nel mese scorso il rallentamento della Cina ha pesato nuovamente sugli azionari emergenti, non ugualmente aiutati dalla prospettiva di una prossima decisione della Fed. Novembre ha registrato anche la crescente domanda di Etp sulle commodity energetiche. Le speculazioni relative a potenziali tagli della produzione di petrolio da parte dei maggiori membri dell'Opec potrebbe continuare a guidare i flussi di questo segmento anche nei prossimi mesi”.

"In Europa, gli Etp hanno raggiunto un massimo storico, guidati a novembre dai prodotti azionari, mentre i flussi sul reddito fisso sono stati pressoché piatti. Nonostante quest’anno l’azionario dell’Eurozona abbia fatto la parte del leone, a livello di flussi sui paesi sviluppati, negli ultimi mesi gli investitori si sono orientati verso opportunità in altri mercati, piuttosto che convergere verso il consensus sul mercato domestico. Crediamo che questo andamento potrebbe cambiare, alla luce delle conferme sui risultati reddituali della regione e di un sentiment di mercato positivo sull’espansione monetaria della Bce. Nel reddito fisso, abbiamo visto gli investitori rivolgersi al segmento del credito. Gli ulteriori acquisti di obbligazioni governative da parte della Bce continueranno a spingere gli investitori verso l’assunzione incrementale di rischio di credito, spostando l’interesse dalle tradizionali esposizioni obbligazionarie a quelle societarie", ha concluso Marchioni.
Due nuovi SPDR ETF obbligazionari approdano sulle Borse di Londra e Francoforte
State Street Global Advisors (SSGA) ha quotato due nuovi Etf nelle Borse di Londra (in dollari e sterline) e Francoforte (in euro): lo Spdr Barclays U.S. Tips Ucits Etf (Isin: IE00BZ0G8977) e lo Spdr Barclays 10+ Year U.S. Corporate Bond Ucits Etf (Isin: IE00BZ0G8860). Entrambi i prodotti sono gestiti con una tecnica di replica fisica a campione (ottimizzata), e commissioni totali annue (ter) dello 0,17% e 0,20%, rispettivamente; la distribuzione dei proventi ha cadenza semestrale.

Il primo fondo offre un’esposizione alle obbligazioni emesse dal Tesoro degli Stati Uniti collegate all’andamento dell’inflazione, che tendono a essere interessanti quando questa volge al rialzo. Inoltre, come parte di un portafoglio obbligazionario più ampio, i Tips (Treasury Inflation-Protected Securities) consentono agli investitori di diversificare il proprio portafoglio e coprire parzialmente l’impatto negativo che l’inflazione potrebbe avere sulle obbligazioni nominali. Se la Federal Reserve non alzasse i tassi d’interesse nel mese di dicembre, a fronte di una situazione di bassa inflazione persistente negli Usa, questo potrebbe causare un appiattimento nel tratto a lungo termine della curva dei rendimenti.
Il secondo Etf consente agli investitori di trarre vantaggio dagli spread creditizi nel tratto a lungo termine della curva dei rendimenti, attraverso una maggiore duration, raccogliendo un premio legato alla minore liquidità.

Francesco Lomartire, responsabile di SPDR ETFs per l’Italia, ha dichiarato: “La politica monetaria globale continua a guidare il sentiment del mercato e le performance delle asset class. Questi nuovi prodotti riflettono il nostro continuo impegno nell’offrire agli investitori soluzioni mirate nel reddito fisso, che non solo si adattano all'attuale contesto economico, ma permettono anche di avere una view sui potenziali sviluppi del mercato in futuro”. Lomartire ha, inoltre, commentato: "Siamo lieti di offrire agli investitori lo Spdr Barclays U.S. Tips Ucits Etf; gestiamo la stessa esposizione ai Tips negli Stati Uniti dal 2007, sotto forma di Etf, e a partire dalla metà degli anni ‘90 per investitori istituzionali globali; il lancio dello Spdr Barclays 10+ Year U.S. Corporate Bond Ucits Etf fa di noi l'unico provider di Etf che offre un’esposizione a lunga scadenza alle società statunitensi".
I fondi sono disponibili in Germania, Francia, Italia, Spagna, Lussemburgo, Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Austria e Paesi Bassi.
 Il risparmio di costo degli Etf rispetto ai future si attesterà su livelli record, a dicembre
Secondo una nuova analisi di Source, gli investitori che sono passati da contratti future a prodotti Etf durante il rolling trimestrale potrebbero registrare risparmi record.
Sebbene, storicamente, fosse già stato possibile, per alcuni investitori, registrare un risparmio fino a 18 punti base (bps) su alcuni indici, Source ritiene che questo mese il potenziale risparmio in termini di costo per gli investitori che utilizzano Etf potrebbe salire attorno ai 30-50 punti base (valore annualizzato).
L’analisi si basa sul confronto dei costi dei future e dei Source Etf collegati ai cinque principali indici azionari (nel periodo da marzo 2013 a settembre 2015): Euro Stoxx 50, S&P 500, Stoxx Europe 600, Ftse 100 e Msci Europe.
Dall’analisi emerge che, per gli investitori che cercano un’esposizione nel lungo periodo su questi indici, gli Etf sono più interessanti che mai rispetto ai future.
Source stima che, globalmente, negli ultimi due anni, sono stati trasferiti 100 miliardi di dollari dai contratti future agli Etf, principalmente perché sono diminuiti i costi di quest’ultimi. Per esempio, Source Euro Stoxx 50 Ucits Etf e Source S&P 500 Ucits Etf applicano una commissione annua dello 0,05% soltanto.

Sono quattro le date annue in cui scadono i future azionari che offrono un’esposizione sintetica ai suddetti indici nelle quali gli investitori li sostituiscono con nuovi contratti, un’operazione nota come “rolling”. I contratti di dicembre scadono il 18 del mese e gli investitori, in genere, eseguono il rolling nella settimana precedente alla data di scadenza.
Il risparmio annuo sui Source Etf rispetto ai contratti future negoziati nelle principali Borse europee, in base ai dati storici, sono di 18 bps sull’Euro Stoxx 50, 16 bps sull’S&P 500, 2 bps sullo Stoxx Europe 600 e Ftse 100, e 1 bp sull’Msci Europe.

Rick van Leeuwen, direttore esecutivo di European Capital Markets presso Source Uk Services, commenta: “Il rolling di dicembre, in genere, è più costoso per i contratti future, poiché con l’aumento delle pressioni normative dopo la crisi finanziaria, le banche preferiscono non detenere gli strumenti più rischiosi in bilancio verso la fine dell’esercizio. Le banche devono disporre di maggiori garanzie a copertura di questi rischi, pertanto addebitano un prezzo più alto per agire come controparti dei contratti future. Pur considerando i fattori stagionali, il risparmio derivante dagli investimenti in Etf anziché in future si attesta su livelli record".
"Non si conoscerà il costo finale del rolling finché non saranno stati distribuiti tutti i dividendi, a febbraio o marzo 2016, ma sulla base dei dati a disposizione in questo momento sarà, probabilmente, molto più alto rispetto ai rolling di dicembre precedenti, forse fino a 50 punti base (valore annualizzata). Riteniamo che vi sia un’eccellente opportunità per gli investitori che desiderano assumere un’esposizione a lungo termine sugli indici”, conclude van Leeuwen.



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lunedì 14 dicembre 2015

Analisi FTSE Mib

Dopo l'affondo agostano qualcuno decise che non era ancora il momento per un marcato selloff dei mercati e pensò bene di ritirare su gli indici che nel mese di ottobre si riportarono sui massimi di periodo ( o addirittura per alcuni sui max storici).
Oggi però la situazione torna a farsi delicata soprattutto per il nostro principale indice. La perdita su base settimanale del supporto statico dei minimi di agosto di area 20.158 punti, aprirebbe le porte per un un test del livello di area 18.000-17.800 punti ultimo baluardo supportivo a difesa dei minini storici del 2012. Buon trading.

FTSEMIB Giornaliero

lunedì 30 novembre 2015

ETF News

Al debutto in Borsa Italiana, due Etf ad alta diversificazione su area Euro ed Europa
 

Mercoledì 18 novembre, sono stati avviati alle contrattazioni sul mercato ETFplus due nuovi Etf emessi da Lyxor Index Fund: Lyxor Euro Stoxx 300 (Dr) Ucits Etf (Isin: LU0908501132, ticker: MFDD) e Lyxor Stoxx Europe 600 (Dr) Ucits Etf (Isin: LU0908500753, ticker: MEUD).
Entrambi gli strumenti sono gestiti con la replica fisica, a riprova del piano annunciato due settimane fa da Lyxor di avere la metà del proprio patrimonio in Etf a replica fisica.

Il Lyxor Euro Stoxx 300 (Dr) Ucits Etf, specializzato sull’area Euro, rappresenta un’alternativa molto più diversificata rispetto al classico Etf sull’Euro Stoxx 50: ben 300 titoli contro le sole 50 blue chip del più noto benchmark dell’Eurozona, e le prime 10 società che pesano il 22% del patrimonio complessivo, rispetto al 37% dei primi 10 titoli dell’Euro Stoxx 50 (fonte: Lyxor, al 30/10/2015).
Inoltre, la capacità di replica dell’Etf si è dimostrata tale da consentire di pagare tutti i costi (Ter) dello strumento e, addirittura, di ottenere una sovraperformance rispetto all’indice benchmark (della tipologia Total Return Net): +0,42%, da inizio anno, +0,56% a 1 anno, e +1,04% a 2 anni (fonte: Lyxor, al 30/10/2015).
Da notare, infine, che il favorevole trend di mercato sull’Europa ha fatto registrare ottime performance all’Etf: +14% da inizio anno, +16% a 1 anno, +21% a 2 anni (fonte: Lyxor, al 30/10/2015).
Questo Etf ha un Ter annuo dello 0,30% e distribuisce i dividendi semestralmente, a luglio e dicembre.

Il Lyxor Stoxx Europe 600 (Dr) Ucits Etf, focalizzato sull’Europa, si espone a circa 600 società europee a grande e media capitalizzazione, e rappresenta pertanto una soluzione estremamente diversificata (la società maggiore pesa solo il 2,79% del totale). Prevede la capitalizzazione dei dividendi e un Ter annuo dello 0,30%. Anche questo strumento ha conseguito ottime performance: +12% da inizio anno, +13% a 1 anno, e +21% a 2 anni (fonte: Lyxor, al 30/10/2015).

Commentando il lancio di questi due nuovi Etf, Marcello Chelli, referente in Italia per i Lyxor ETF, ha affermato: “I nuovi strumenti sono caratterizzati dalla replica fisica, su cui Lyxor ha focalizzato la propria strategia, e da un’ampia diversificazione che risolve, per esempio, uno dei limiti degli Etf sull’ap-prezzatissimo indice Euro Stoxx 50. La capacità di Lyxor di gestire al meglio la replica fisica è confermata dal Lyxor Euro Stoxx 300 Ucits Etf che, in maniera persistente nel tempo, ha sovraperformato il proprio benchmark”.
 Intervista a Vincenzo Sagone, responsabile ETF & Indexing Business Unit di Amundi Sgr
Amundi è uno dei grandi protagonisti mondiali dell’industria dell'asset management e uno dei pionieri e leader, in Europa, nel business degli Etf. Con quasi 19 miliardi di euro di asset in gestione su oltre 100 Etf quotati, infatti, Amundi è il quinto provider europeo, e il quarto in termini di raccolta da inizio anno (fonte: Bloomberg, a fine giugno 2015). MondoETF ha incontrato Vincenzo Sagone, responsabile ETF & Indexing Business Unit di Amundi Sgr, per conoscere le basi di questo successo e le novità introdotte quest’anno e in fase di lancio.

Quali sono i principali trend nell’industria degli Etf che osservate con maggior attenzione, e come li state cavalcando?
L’industria degli Etf è in continua crescita e, ad oggi, ha raggiunto livelli di masse gestite considerevoli, tuttavia i player sul mercato non sono molti. Questo fa sì che, più che osservare, si è artefici dei vari trend. Tre anni fa è stato l’anno degli Etf coperti dal rischio di cambio. È stata una richiesta palesemente ricevuta dal mercato, che ha impegnato contemporaneamente tutti gli emittenti a creare questo genere di prodotti. In questi anni, i trend che si osservano sono quelli relativi ai prodotti smart beta, alti rendimenti, tasso variabile e al nuovo indice giapponese. Noi copriamo tutti questi segmenti e in alcuni di questi siamo stati promotori dell’innovazione.

L’investimento smart beta è un tema molto caldo in Europa: quali sono le vostre aspettative su questo tipo di approccio? Avete già sviluppato degli Etf basati su queste strategie? Può entrare nel dettaglio di alcune di esse?
Amundi è da sempre molto presente nel mondo Smart Beta. Abbiamo fondi attivi, fondi passivi, mandati istituzionali ed Etf. Abbiamo anche un team di analisti specializzati che producono materiale accademico a corredo dei nostri prodotti. Inoltre, l’anno scorso abbiamo siglato una partnership con ERI Scientific Beta, che è l’emittente di indici dell’EDHEC, una “high school” di portfolio management tra le più famose in Europa. I ricercatori dell’EDHEC conducono da sempre studi sulle strategie Smart beta, e hanno sviluppato un proprio modello trasparente di tipo Multi Strategy. L’EDHEC, infatti, è arrivata alla conclusione che utilizzare insieme più approcci smart beta produce un risultato migliore, nel lungo periodo, rispetto all’utilizzo di una singola strategia. Abbiamo, quindi, emesso l’anno scorso un Etf ed un fondo passivo su un indice ERI Scientific Beta multi strategy Smart Beta Equity Global; da quando è stato quotato in Borsa Italiana, questo Etf ha sempre sovraperformato l’indice tradizionale azionario globale.

Il comparto obbligazionario è stato trainante nel 2014 e 2015: su quale segmento specifico vedete ancora possibilità di sviluppo e di guadagno per gli investitori, e perché?
Guardando i dati di fine maggio, gli Etf obbligazionari  hanno raccolto, quest’anno, 17 miliardi di euro; questo importante dato è frutto di una situazione sui tassi d’interesse favorevole. Questi, infatti, sono scesi negli ultimi anni sino a livelli minimi, creando un apprezzamento generale su tutti i titoli obbligazionari. Lo scenario che ora ci si può aspettare è che i tassi ritornino, presto o tardi, ai livelli storici. In questo caso, un innalzamento dei tassi sarà una zavorra per tutti gli Etf obbligazionari a cedola fissa; questo è stato il motivo per cui, a febbraio di quest’anno, abbiamo quotato in Italia il primo Etf, in Europa, a tasso variabile. Questo fondo replica un paniere di titoli obbligazionari corporate a breve scadenza con cedola variabile. In questo modo, la cedola si adatta al tasso d’interesse del momento, senza far diminuire il prezzo del titolo obbligazionario. Inoltre, diamo così a molte gestioni patrimoniali una via d’accesso a questo segmento obbligazionario, visto che i titoli a tasso variabile hanno delle minimum size non sempre accessibili per piccoli portafogli.

Avete lanciato su Borsa Italiana un Etf sull’S&P 500 Buyback: quali sono le peculiarità di questo tema d’investimento?
Si tratta di un altro dei nostri fiori all’occhiello di quest’anno. Il programma di Buyback è molto utilizzato tra le società americane. Nel 2014, ben 430 società su 500 dell’S&P 500 hanno riacquistato le proprie azioni attraverso un programma di BuyBack. Ovviamente, nel momento in cui una società riacquista parte delle proprie quote azionarie il titolo, automaticamente, si apprezza, generando un rendimento positivo per l’investitore. In effetti, i programmi di Buyback sono proprio utilizzati per remunerare gli azionisti, evitando di incidere sul dividendo.
Il nostro Etf, che replica proprio un paniere di titoli azionari americani con maggior Buyback ratio, intende, quindi, generare un extra rendimento sia rispetto all’indice tradizionale S&P 500 sia ai classici indici ad alto dividendo, e dunque risponde all’obiettivo che ci eravamo posti, ossia fornire un’esposizione ad alto rendimento sull’equity Usa. Inoltre, l’indice possiede anche una caratteristica Smart Beta, perché i 100 titoli selezionati vengono equipesati, garantendo, così, un’esposizione pura al fattore buyback e aggiungendo all’indice le caratteristiche positive degli indici equipesati.

Può darci qualche anticipazione sulle prossime novità di Amundi ETF per l’Italia, e la vostra stima di crescita del mercato degli Etf da qui ai prossimi due anni?
Ci aspettiamo una crescita intorno al 20% per tutto il 2015 e siamo molto positivi anche per il prossimo anno. Abbiamo un piano strategico importante per i prossimi due anni: l’obiettivo è raddoppiare le nostre masse entro il 2017.
Stiamo lavorando ad altre esposizioni utili per i gestori di portafoglio, che contiamo di portare in Italia per la fine dell’anno o, al più tardi, entro l’inizio del 2016.
In termini strategici, intendiamo continuare a lanciare prodotti smart beta, colmare l’offerta di esposizioni primarie non ancora coperte da Etf, e mettere a frutto il nostro Dna: “thinking out of the box”.
Borsa Italiana estende di 5 minuti l’orario di contrattazioni sul mercato ETFplus
Borsa Italiana, in un’ottica di continuo sviluppo e miglioramento della propria offerta di prodotti e servizi, e con lo scopo di promuovere il processo di armonizzazione e convergenza con i principali mercati europei, modifica le Istruzioni al Regolamento dei mercati MTA, MIV, ETFplus, SeDeX e del segmento IDEM Equity, per prevedere dei cambiamenti agli orari di negoziazione. Nello specifico, si posticipa di 5 minuti la chiusura delle negoziazioni per i mercati MTA, MIV, ETFplus, ad esclusione del segmento OICR aperti, e SeDeX.

Più nel dettaglio, si prevede l’estensione della fase di negoziazione continua, la quale terminerà alle ore 17.30, anziché alle ore 17.25, e, laddove applicabile, il conseguente posticipo dell’orario della fase di asta di chiusura e della fase di negoziazione continua al prezzo di asta di chiusura, ridotta di 3 minuti.
Nello specifico, la durata dell’asta di volatilità che si determina in fase di asta di apertura o in fase di negoziazione continua sarà pari a cinque minuti (anziché dieci), più un intervallo variabile di un minuto. Di conseguenza, in caso di superamento dei limiti di variazione negli ultimi cinque minuti (e non più negli ultimi dieci minuti) della fase di negoziazione continua, si determina automaticamente, laddove prevista, l’avvio della fase di asta di chiusura.

Si provvede a ridurre altresì la durata dell’asta di volatilità che si determina in fase di asta di chiusura, fissandola in due minuti (anziché cinque, come attualmente previsto).
Si fa presente che la modifica in discorso si estende anche al mercato ETFPlus, che vedrà così svolgersi la negoziazione continua dalle ore 9:00 alle 17:30, e la negoziazione al prezzo di asta di chiusura (fase di immissione delle proposte; fase di negoziazione) con il seguente orario: 17:35 (17:35:00 – 17:35:59) – 17:42.
  www.etfplus.net


lunedì 23 novembre 2015

ETF News



Ottobre positivo per flussi netti e patrimonio degli Etf ed Etp, in Europa e nel mondo
Alla fine del mese di ottobre, il patrimonio dell'industria degli Etf ed Etp, a livello globale, supera nuovamente la soglia dei 3 mila miliardi di dollari, grazie ai concomitanti afflussi e performance positive dei mercati azionari. Inoltre, per la prima volta, il numero di Etf ed Etp disponibili, quotati sulle Borse di tutto il mondo (escludendo i cross listing), ha superato quota 6.000. In Europa, invece, il patrimonio amministrato da questa tipologia di prodotti si riporta sopra la soglia dei 500 miliardi di dollari, grazie al tredicesimo mese consecutivo di afflussi. Sono questi alcuni dei principali dati che emergono dallo studio mensile realizzato da ETFGI sul patrimonio e sui flussi nel mercato degli Etf ed Etp.

Flussi di ottobre a livello globale
Si estende a ventuno la striscia di mesi consecutivi in cui l'industria globale degli Etf ed Etp ha conseguito un dato di raccolta positivo, con il decimo mese dell'anno che va in archivio con afflussi pari a 35,6 miliardi di dollari. Sono i prodotti azionari a trainare le nuove sottoscrizioni (22,6 miliardi), seguiti a breve distanza da quelli sul comparto del reddito fisso (14,5 miliardi).
"I mercati azionari hanno realizzato ottimi rendimenti nel mese di ottobre: l'indice Dow Jones ha guadagnato il 9%, mentre l'S&P 500 l'8%, con tutti i settori che lo compongono che hanno ottenuto un risultato positivo. Anche per i mercati emergenti la performance mensile è stata soddisfacente, pari all'8%, con gli investitori che hanno aumentato le loro allocazioni negli asset più rischiosi tra cui l'azionario Emerging Markets", ha osservato
Deborah Fuhr, managing partner di ETFGI.

Guardando all'intero periodo 2015, da gennaio a ottobre, tutte e tre le principali asset class hanno realizzato flussi positivi: gli Etp azionari per 179,2 miliardi di dollari, quelli sul reddito fisso per 78,7 miliardi, e quelli sulle materie prime per 3,2 miliardi. Spostandosi sull'analisi della raccolta di ottobre dei singoli emittenti, a livello globale, iShares è in prima posizione con 19,2 miliardi di dollari, seguito da Vanguard (7,5 miliardi), SPDR ETFs (3,9 miliardi), Invesco PowerShares (1,9 miliardi) e Schwab ETFs (1,2 miliardi). Nella classifica da inizio anno, davanti a tutti si trova ancora iShares (96,1 miliardi di dollari), seguito da Vanguard (66,8 miliardi), db X-trackers  (26,7 miliardi), WisdomTree (19,6 miliardi) e Nomura (17,3 miliardi).

Flussi di settembre in Europa
Torna a salire il patrimonio dell'industria europea degli Etf ed Etp, dopo il difficile bimestre estivo, passando dai 479,6 miliardi di dollari di fine settembre ai 510,4 miliardi registrati a ottobre, un dato che spinge all'11,3% la crescita annua, rispetto ai 458,5 miliardi amministrati a fine dicembre 2014.
Per il tredicesimo mese consecutivo la raccolta netta è stata positiva, pari a 7 miliardi di dollari, con la quota maggiore di nuove sottoscrizioni che è andata, a differenza di quanto avvenuto a livello globale, lievemente a favore dei prodotti obbligazionari (3,8 miliardi), seguiti da quelli azionari (3,4 miliardi); più modesti, invece, gli afflussi sulle materie prime (405 milioni) e gli Etf attivi (271 milioni).
I maggiori deflussi hanno interessato gli Etf ed Etp
short & leveraged, con i prodotti delta 1 negativo (che, quindi, riflettono la performance inversa (senza effetto leva) di un determinato indice) che subiscono deflussi per 523 milioni di dollari, e quelli long a leva in rosso per 303 milioni.
La graduatoria per categoria dei flussi netti da inizio anno, che raggiungono la cifra record di 68,6 miliardi di dollari, rimane invariata nelle prime tre posizioni, rispetto al mese precedente, con l'
equity in testa (39,5 miliardi di dollari), seguito dagli Etf ed Etp fixed income (24 miliardi) e, a distanza, da quelli attivi (1,9 miliardi); salgono, poi, al quarto posto i prodotti sulle commodity (1,2 miliardi), con la quinta posizione che è occupata dagli Etf ed Etp leveraged long (800 milioni).

La scomposizione della raccolta degli Etf ed Etp azionari evidenzia al primo posto, anche per questo mese, quelli con focus sull'Europa, che registrano, a ottobre,
net inflow per 1,4 miliardi di dollari, con la seconda e la terza posizione mensile che sono occupate, rispettivamente, dai prodotti con approccio globale (928 milioni) e da quelli sui mercati emergenti (912 milioni).
Nonostante le ottime performance realizzate dai mercati azionari americani, che hanno riportato i maggiori indici in territorio positivo da inizio anno, gli Etf ed Etp sull'
equity di quest'area geografica riportano, su base mensile, deflussi per 62 milioni. Prendendo in esame l'intero 2015, emerge chiaramente il dominio dei prodotti sull'azionario europeo, che hanno beneficiato di flussi positivi per 35,4 miliardi di dollari, con le restanti posizioni della classifica che sono occupate da quelli globali (3 miliardi), sull'Asia Pacifico (2,4 miliardi), sugli Stati Uniti (728 milioni), mentre quelli focalizzati sui paesi emergenti subiscono riscatti pari a 2 miliardi, nel corso dell'anno.

Il podio della raccolta netta per singolo emittente, nel decimo mese dell'anno, vede al primo posto iShares (4,9 miliardi di dollari), seguito da db X-trackers (508 milioni) e Deka (399 milioni).
Prendendo in esame i flussi da inizio 2015, iShares registra i
net inflow più elevati (26,6 miliardi), seguito da db X-trackers (9,9 miliardi) e Lyxor (8,5 miliardi). Dall'analisi della distribuzione degli asset tra i diversi prodotti disponibili sul mercato europeo, risulta che i primi 100 Etf ed Etp gestiscono un patrimonio superiore alla metà di quello amministrato complessivamente dall'industria (55,4%), con 116 fondi che hanno asset superiori al miliardo di dollari. Al contrario, sono 1.494 su 2.141 gli Etf ed Etp che detengono patrimoni inferiori ai 100 milioni, 1.291 quelli sotto i 50 milioni, e 751 i prodotti che non superano la soglia dei 10 milioni. Infine, nel mese di ottobre il numero dei nuovi Etf ed Etp quotati è stato uguale a quello dei prodotti liquidati (13 a 13), con il saldo da inizio anno che resta nettamente in positivo (157 prodotti lanciati e 105 chiusi o incorporati).

Intervista a Francesco Lomartire, ETFs Sales Specialist di SSGA Italia
La raccolta di SPDR ETF in Europa ha superato, nel corso del 2015, i due miliardi di dollari. MondoETF ha intervistato Francesco Lomartire, ETFs Sales Specialist di SSGA Italia, per analizzare alcuni aspetti di questo florido business e delle novità introdotte.

Su quali dei vostri prodotti si è concentrata la raccolta, da inizio anno?
A beneficiare maggiormente dei flussi positivi sono stati i titoli ad alto dividendo dell’area Euro (+340 milioni di dollari, da inizio anno), le mid cap americane (+340 milioni), il settore energetico Usa (+240 milioni), le large e mid cap europee (+ 190 milioni) e le obbligazioni convertibili globali (+150 milioni). L’Italia si dimostra anche quest’anno un mercato chiave per l’industria degli Etf e, in particolare, per SPDR. Nel corso del 2015, abbiamo registrato un significativo aumento del volume scambiato su Borsa Italiana, che ha superato del 53% i livelli dell’intero 2014, passando da 850 milioni a 1.300 milioni di dollari, mentre sul fronte dei broker, i trade volontariamente dichiarati sui nostri SPDR Etf quotati su Borsa Italiana sono stati pari a 2.660 milioni di dollari, a fronte dei 1.550 milioni scambiati nell’intero 2014 (+71%). Sul fronte dei flussi, la raccolta italiana ha privilegiato esposizioni più rischiose come il debito emergente in valuta locale, i titoli ad alto dividendo e high yield, entrambi dell’area Euro.

Come è cambiato l’utilizzo dello strumento Etf tra gli investitori professionali, e quali sono le caratteristiche dl prodotto che maggiormente apprezzano?
Gli investitori professionali da tempo utilizzano gli Etf non più in chiave esclusivamente tattica, ma rappresentano uno “strato” importante della componente core del portafoglio, su alcuni mercati ritenuti molto efficienti. Allo stesso modo, sul fronte tattico si assiste a un aumento del peso relativo degli Etf rispetto ai derivati, in particolare future e total return swap, grazie alla crescente liquidità ed efficienza guadagnata dagli Etf. Un’ulteriore spinta deriva dallo sviluppo di prodotti multi asset class con modelli di asset allocation dinamica, per i quali gli Etf rappresentano uno strumento veloce ed efficiente per l’implementazione della strategia di gestione. Tra le caratteristiche maggiormente apprezzate rimane in testa la facilità di accesso a diversi mercati ed asset class, oltre che la trasparenza e l’efficienza di costo.

Quali sono le peculiarità di un investimento per settori economici, anche a confronto con un approccio per stile? Quali opportunità e rischi incorpora?
Presupposto per l’investimento settoriale è la consapevolezza dell’ampia dispersione dei rendimenti tra i settori stessi nelle varie fasi del ciclo economico e, quindi, del suo potenziale diversificante. Le differenze di performance dei vari settori offrono agli investitori l’opportunità di metterle a frutto, catturando i rendimenti dei settori a rialzo ed evitando gli altri. Gli investitori possono utilizzare gli Etf settoriali per incrementare l’esposizione ai settori che si prevede sovraperformeranno grazie ai trend ciclici, e ridurre l’allocazione in quelli che invece, probabilmente, sottoperformeranno. I settori, proprio grazie alla dispersione dei rendimenti mostrata, consentono d’imprimere al portafoglio dei tilt molto più incisivi rispetto a quelli di stile e, pertanto, si dimostrano molto più efficaci nella gestione della volatilità. Le scelte settoriali si sono dimostrate molto più determinanti nella spiegazione dei rischi di mercato e come tali, quindi, più importanti nell’adozione di uno stile di gestione attivo. Il rischio maggiore connesso con una strategia di rotazione settoriale è quello che l’andamento prenda strade differenti rispetto alle previsioni; le opportunità risiedono, invece, nella più agevole ricerca e selezione, concentrata su pochi settori rispetto a centinaia di titoli, e rischi di concentrazione ridotti.
L’investimento immobiliare può ancora essere una soluzione per la ricerca di un reddito costante e periodico?
L’investimento immobiliare rappresenta tradizionalmente una fonte di reddito alternativa a quella obbligazionaria; in un contesto di tassi d’interesse molto bassi, gli investitori orientati a cedole e dividendi possono guardare a questa asset class caratterizzata da dividend yield più consistenti. Peraltro, gli stessi tassi d’interesse bassi favoriscono il finanziamento dei progetti immobiliari e riducono gli oneri finanziari dei fondi e delle società attive in questo comparto. A fine ottobre, l’investimento liquido nel real estate rappresentato dall’indice Dj Global Select Real Estate Securities sovraperformava il mercato azionario globale di oltre due punti e mezzo, ed esprimeva un dividend yield pari al 3,6% contro il 2,7% dell’indice azionario Msci Acwi. Infine, la potenziale  divergenza nelle politiche monetarie della Fed e Bce, innescata dall’atteso primo rialzo dei tassi americani, potrebbe essere di beneficio per il real estate dell’Eurozona, che potrebbe avvantaggiarsi degli ulteriori stimoli monetari della Bce e continuare a fornire rendimenti reali positivi.

Può darci qualche anticipazione sulle prossime novità di SPDR ETF per l’Italia? 
Se da un lato non posso svelare alcuna novità in arrivo, uno dei principali obiettivi, nei prossimi mesi, sarà quello di far emergere il nostro ruolo di partner ideale nell’investimento settoriale. Per questo motivo, abbiamo di recente quotato in Europa gli Etf settoriali americani, tradizionalmente legati al nostro marchio: i Select sectors, nove componenti dell’indice S&P 500. Questa iniziativa, che non si esaurisce con la quotazione, ci coinvolgerà per tutto il prossimo anno, con l’obiettivo di mettere a disposizione degli investitori europei le nostre competenze su un comparto su cui gestiamo globalmente più di 100 miliardi di dollari. La nostra idea è quella di supportare la nostra piattaforma di Etf settoriali con contenuti di ricerca, idee d’investimento, monitoraggio delle fasi del ciclo economico, oltre all’interpretazione dei flussi osservati sul mercato. Di sicuro, la crescita degli Etf va di pari passo con l’aumento delle opportunità d’investimento offerte: la possibilità di basarsi sugli Etf per strategie sempre più articolate sarà un fattore di crescita per l’industria. Nei prossimi due anni sono previsti, inoltre, una serie di cambiamenti regolamentari i cui segnali si stanno già manifestando in diversi settori, da quello bancario a quello previdenziale, e che vanno nella direzione di un maggior ricorso agli Etf. Si pensi al decreto 166 della previdenza complementare, che dà spazio a nuove asset class per il raggiungimento degli obiettivi di rendimento dei fondi pensione, o a Solvency II per le assicurazioni, che va nella direzione di una sempre maggiore trasparenza negli investimenti degli attivi. In entrambi i casi, gli Etf rappresentano una soluzione perfetta per gli adempimenti regolamentari, per non parlare della Mifid II e delle prospettive di sviluppo dei servizi di consulenza.

Lyxor quota in Borsa Italiana due Etf “fisici” ad alta diversificazione su area Euro ed Europa

Mercoledì 18 novembre, sono stati avviati alle contrattazioni sul mercato ETFplus due nuovi Etf emessi da Lyxor Index Fund: Lyxor Euro Stoxx 300 (Dr) Ucits Etf (Isin: LU0908501132, ticker: MFDD) e Lyxor Stoxx Europe 600 (Dr) Ucits Etf (Isin: LU0908500753, ticker: MEUD).
Entrambi gli strumenti sono gestiti con la replica fisica, a riprova del piano annunciato due settimane fa da Lyxor di avere la metà del proprio patrimonio in Etf a replica fisica.
Il Lyxor Euro Stoxx 300 (Dr) Ucits Etf, specializzato sull’area Euro, rappresenta un’alternativa molto più diversificata rispetto al classico Etf sull’Euro Stoxx 50: ben 300 titoli contro le sole 50 blue chip del più noto benchmark dell’Eurozona, e le prime 10 società che pesano il 22% del patrimonio complessivo, rispetto al 37% dei primi 10 titoli dell’Euro Stoxx 50 (fonte: Lyxor, al 30/10/2015).
Inoltre, la capacità di replica dell’Etf si è dimostrata tale da consentire di pagare tutti i costi (Ter) dello strumento e, addirittura, di ottenere una sovraperformance rispetto all’indice benchmark (della tipologia Total Return Net): +0,42%, da inizio anno, +0,56% a 1 anno, e +1,04% a 2 anni (fonte: Lyxor, al 30/10/2015). Da notare, infine, che il favorevole trend di mercato sull’Europa ha fatto registrare ottime performance all’Etf: +14% da inizio anno, +16% a 1 anno, +21% a 2 anni (fonte: Lyxor, al 30/10/2015).Questo Etf ha un Ter annuo dello 0,30% e distribuisce i dividendi semestralmente, a luglio e dicembre.
Il Lyxor Stoxx Europe 600 (Dr) Ucits Etf, focalizzato sull’Europa, si espone a circa 600 società europee a grande e media capitalizzazione, e rappresenta pertanto una soluzione estremamente diversificata (la società maggiore pesa solo il 2,79% del totale). Prevede la capitalizzazione dei dividendi e un Ter annuo dello 0,30%. Anche questo strumento ha conseguito ottime performance: +12% da inizio anno, +13% a 1 anno, e +21% a 2 anni (fonte: Lyxor, al 30/10/2015).
Commentando il lancio di questi due nuovi Etf, Marcello Chelli, referente in Italia per i Lyxor ETF, ha affermato: “I nuovi strumenti sono caratterizzati dalla replica fisica, su cui Lyxor ha focalizzato la propria strategia, e da un’ampia diversificazione che risolve, per esempio, uno dei limiti degli Etf sull’apprezzatissimo indice Euro Stoxx 50. La capacità di Lyxor di gestire al meglio la replica fisica è confermata dal Lyxor Euro Stoxx 300 Ucits Etf che, in maniera persistente nel tempo, ha sovraperformato il proprio benchmark”.