venerdì 16 settembre 2016

Analisi FTSEMIB

Dunque, dove eravamo rimasti? Eravamo rimasti qui Analisi FTSEMIB del 1° luglio 2016
Dopo la pausa estiva con relativo rimbalzo in perfetto stile dead cat bounce, peraltro ampiamente previsto, il nostro principale indice sembra riprendere la strada maestra indicata già da inizio anno qui su queste pagine. Il quadro grafico inizia di nuovo a deteriorarsi con la perdita del supporto della trend line dinamica che accompagnava il rimbalzo in atto da fine giugno.
I livelli da monitorare come indicato in quasi tutte le precedenti analisi sono sempre gli stessi. I minimi di area 12.300 continuano ad esercitare tutta la loro forza gravitazionale, quindi mi ripeto per l'ennesiva volta: attenzione alla perdita del supporto statico di area 14.855 punti perchè spalancherebbe le porte ad un nuovo test dei minimi storici sopra indicati. Buon Trading.

FTSEMIB Settimanale



venerdì 1 luglio 2016

Analisi FTSEMIB

Per quanto riguarda il nostro principale indice, questo blog ha sempre avuto fin da inizio anno una visione ribassista che col senno di poi si è rivelata esatta. Spero che questo abbia contribuito a salvare i risparmi dei lettori o meglio ancora a farli guadagnare. Tornando a parlare del FTSEMIB mi devo ripetere ma anche l'ultima analisi fatta il 14 giugno scorso che potete rileggere qui Analisi FTSEMIB del 14/06/2016 si è rivelata corretta.
L'indice persi i minimi di febbraio ha trovato supporto sull'area 14.800-15.000 punti che ha favorito un rimbalzo tutt'ora in atto. Lo scenario però rimane immutato, il doppio minimo di area 12.300 sta implacabilmente esercitando tutta la sua forza attrattiva, e dopo questo ennesimo rimbalzo, perso il supporto di area 14.855 punti, il prossimo step sarà appunto il test dei minimi storici. Ma attenzione, se Draghi, il cui mandato scadrà a nov. 2019, non convincerà la Germania ad accettare gli Eurobond, anche il supporto di area 12.300, ovviamente dopo l'ennesimo rimbalzo, verrà spazzato via per un nuovo target individuabile in area 9.000 il cui raggiungimento sarà agevolato dal panic selling generato dalla perdita del doppio minimo storico di area 12.295/12.332 punti prima e dal livello psicologico di area 10.000 punti poi.
Buon trading

FTSEMIB Settimanale




giovedì 30 giugno 2016

Analisi Silver

Torno ad analizzare il Silver dopo che le previsioni della mia precedente analisi che potete rileggere qui Analisi Silver del 11 apr 2016  si sono rivelate ancora una volta perfette. Sono passati quasi 3 mesi e dopo aver superato le resistenze statiche segnalate nel range 16-17 usd l'oncia, ad oggi resta da vincere l'ultima di area 18,48 usd. Sopra questo livello viene confermato il nuovo trend rialzista di lungo e qui è molto interessante analizzare il precedente pattern grafico del periodo 2008-2011. Nello specifico il precedente rialzo può essere diviso in due fasi, la prima  fu una fase di accumulo di circa 2 anni, che dopo il ritracciamento del  2008 portò il Silver dai minimi di area 8,67 usd l'oncia a 19,41 usd l'oncia nel periodo compreso tra ott.2008 e ago 2010 (primo cerchio nel grafico sotto). La seconda fase (ellisse sul grafico)  fu quella del rialzo più violento e fu molto più breve come spazio temporale, infatti i prezzi passarono dai 19,41 usd l'oncia dell'ago 2010 ai 49,82 usd l'oncia dell'apr. 2011. Alla fine il trend rialzista durò 31 mesi è dai minimi di area 8,67 usd il rialzo fu del 474,63%.

Se facessimo una proiezione dello stesso pattern grafico dividendo sempre nelle 2 fasi, avremmo una prima fase di accumulo iniziata a dic. 2015 dall'area di 13,64 usd l'oncia che dovrebbe concludersi verso ott. 2017 a quota 30 usd l'oncia e una seconda fase di rialzo più violento che da nov. 2017 dovrebbe portare al target di area 78 usd l'oncia per giu. 2018.

Buon Trading.

Silver Mensile


mercoledì 29 giugno 2016

ETF News




Quotato in Italia il primo Etf che offre un'esposizione al mercato del reddito fisso cinese

Fullgoal Asset Management (HK) Limited ha lanciato sul mercato ETFplus il Fullgoal Ftse China Onshore Sovereign and Policy Bank Bond 1-10 Year Index Etf (Isin; LU1361702365, Bbg code: RMB1). Si tratta del primo asset manager cinese a quotare un Etf in Borsa Italiana.
Il Fondo, tramite una tecnica di replica fisica a campione, ha l’obiettivo di replicare la performance dell’indice Ftse China Onshore Sovereign and Policy Bond 1-10 Year (Bbg code: FCOBRB1T) che è concepito per riflettere la performance delle obbligazioni denominate in renmimbi (anche detto yuan; sigla Rmo o Cny), emesse dal governo cinese, dalla China Development Bank, dall’Agricultural Development Bank of China, dall’Export-Import Bank of China e circolanti nella Cina continentale.
Il benchmark, di tipo Total Return, è denominato in renmimbi, esponendo dunque l’investitore al rischio (od opportunità) di cambio Eur/Cny, ed è rivisto su base mensile nella ponderazione dei suoi 50 (circa) componenti.

Michael Chow, head of International Business e managing director di Fullgoal Asset Management (HK) Limited, ha commentato: “Siamo soddisfatti di essere il primo asset manager cinese a quotare un Etf in Borsa Italiana. Il mercato del reddito fisso onshore cinese è il terzo maggiore mercato obbligazionario al mondo (dopo Usa e Giappone; ndr.). Il nostro fondo offre agli investitori esteri una via d’accesso a un mercato altrimenti non facilmente accessibile. Riteniamo che nel corso del tempo il reddito fisso in renmimbi diventerà un’asset class essenziale per gli investitori globali”.

Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato di Borsa Italiana e director dei Capital Markets del London Stock Exchenge Group, ha detto: “Gli emittenti cinesi si stanno muovendo per raggiungere gli investitori europei e la scelta del mercato italiano conferma ETFplus come mercato di riferimento a livello internazionale per la quotazione degli Etf. La forte presenza di investitori retail, che rende il mercato italiano molto simile a quello americano, fa sì che l’Italia sia la prima Borsa in Europa per numero di contratti scambiati. Sul fronte degli istituzionali, l’industria italiana è leader negli investimenti in Etf sul reddito fisso, che in Italia rappresentano oltre il 40% degli asset investiti in Etf, mentre in Europa si attestano sotto il 30%. Il debutto di oggi è di grande importanza, perché ci consente di aggiungere all’offerta disponibile per gli investitori italiani una nuova asset class e le competenze di un asset manager globale, con cui Borsa Italiana continuerà a collaborare per uno sviluppo sempre più internazionale del business”.

Il Fullgoal Ftse China Onshore Sovereign and Policy Bank Bond 1-10 Year Index Etf ha un costo totale annuo (Ter) dello 0,55% e prevede la distribuzione trimestrale dei proventi.
Lo Specialista a garanzia della liquidità dello strumento in Borsa Italiana, nel rispetto degli obblighi di quote minime esposte (Ems, pari a 6.650 quote) e differenziali massimi dei prezzi bid/ask (Spread max. pari al 4,0%) con essa concordate, è Deutsche Bank Ag (IT1133).

Due nuovi Etf a Piazza Affari con focus sulle società a maggiore crescita dei dividendi

WisdomTree Europe ha quotato il WisdomTree Us Quality Dividend Growth Ucits Etf (Isin: IE00BZ56RG20, Bbg code: DGRA) e il WisdomTree Global Quality Dividend Growth Ucits Etf (Isin: IE00BZ56SW52, Bbg code: GGRA) sulla Borsa di Milano.
I costi totali annui (Ter) dei due Etf ammontano, rispettivamente, allo 0,33% e 0,38% annuo, e i dividendi sono reinvestiti nei fondi stessi.
Lo Specialista a garanzia della liquidità degli strumenti in Borsa Italiana, nel rispetto degli obblighi di quote minime esposte (Ems, pari a 10.650 quote) e differenziali massimi dei prezzi bid/ask (Spread max. pari all’1,50%) con essa concordate per entrambi i fondi, è KCG Europe Limited (IT2997).

La metodologia Quality Dividend Growth di WisdomTree sottolinea i mutevoli trend che interessano i dividendi e si concentra sui fondamentali che la società ritiene essere strettamente correlati al potenziale di crescita futura dei dividendi stessi. Tali strategie adottano parametri qualitativi, imperniati sulle aziende che nel tempo mostrano un incremento dei dividendi tramite due sostanziali criteri: Crescita, ovvero le previsioni di crescita degli utili societari nel lungo periodo, e Qualità, ossia l’interazione di fattori qualitativi e di obiettivi sugli utili delle società.
Nello specifico, le aziende che si ritiene possano incrementare più rapidamente i propri dividendi, sulla base delle stime consensus elaborate dagli analisti, dovrebbero presentare un maggiore potenziale di crescita dei dividendi futuri (Crescita). Le società componenti selezionate dagli Indici Quality Dividend Growth di WisdomTree mostrano, infatti, una crescita media dei dividendi superiore se paragonata ai benchmark ponderati sulla capitalizzazione di mercato, ad esclusione dei mercati emergenti.
I dati riguardanti la media a tre anni del tasso di redditività del capitale proprio (RoE) e del tasso di rendimento del capitale investito (RoA) servono a determinare l’efficienza delle aziende nel generare profitti (Qualità). Il RoE, che rappresenta uno strumento di valutazione della redditività, può risultare però “gonfiato” dal livello di indebitamento dell’azienda, mentre il RoA consente di mitigare l’effetto di un livello d’indebitamento eccessivo e, insieme al RoE, permette la ricerca di utili sostenibili.

Viktor Nossek, direttore della ricerca presso WisdomTree Europe, ha commentato: “Gli investitori sono impazienti di esplorare metodologie più sviluppate che consentano di accedere a strategie correlate ai dividendi. In WisdomTree crediamo nella capacità dei dividendi di offrire rendimenti corretti, ottimizzati per il rischio. Per la costruzione di queste nuove strategie proprietarie adottiamo gli stessi “fattori Buffett” di redditività (RoE) e rendimento del capitale investito (RoA) quale elementi determinanti della selezione titoli, orientandoci verso le aziende di qualità con un basso livello d’indebitamento e un RoE elevato”.

Nizam Hamid, ETF strategist presso WisdomTree Europe, ha dichiarato: “L’introduzione di questi nuovi Etf – incentrati su una strategia in evoluzione ma di comprovata efficacia che punta ai dividendi di qualità – testimonia la nostra capacità di offrire Etf, conformi alle normative Ucits, capaci di coprire l’intero spettro dei temi d’investimento correlati al reddito e ai dividendi. Il WisdomTree Global Quality Dividend Growth Ucits Etf rappresenta, inoltre, il nostro primo prodotto azionario globale a essere lanciato sulla piattaforma Ucits. Attraverso la creazione di strategie trasparenti e innovative intendiamo proporre ai clienti un’ampia scelta di soluzioni d’investimento orientate ai dividendi, essenziali in un contesto di bassi tassi d’interesse come quello odierno”.

Disponibile una nuova gamma di gestioni patrimoniali in Etf con strategie "smart beta"

iShares – leader italiano e mondiale nel mercato degli Etf e parte del gruppo BlackRock – e Cassa di Risparmio di Cento – storica banca locale fondata nel 1859 e attiva sulle province di Ferrara, Bologna e Modena – hanno siglato una collaborazione volta a sviluppare una nuova gamma di gestioni di portafoglio innovative, che investono prevalentemente in Etf di iShares.

CRC Smart Project si distinguerà per un’allocazione diversificata tra Etf a reddito fisso e azionari, con una significativa attenzione agli strumenti così detti “smart beta”. Le linee guida della politica d’investimento di Smart Project, infatti, prevedono la possibilità di ricorrere ampiamente a Etf Smart Beta (inizialmente, anche fino al 30-40% dell’esposizione azionaria), con l’obiettivo di creare portafogli sempre più diversificati dal punto di vista del rischio, e di accedere a fonti di rendimenti addizionali.

In fase di sottoscrizione è possibile scegliere fra 3 diverse linee di investimento:

- CRC Smart Project 10: mira, su un orizzonte temporale di medio periodo, a preservare il valore del capitale investito, senza rinunciare a una moderata rivalutazione dell'investimento. Il limite massimo degli strumenti di natura azionaria è pari al 10% del patrimonio della linea, la quale ha un livello di rischio qualificato come medio-basso;

- CRC Smart Project 30: punta a ricercare una moderata remunerazione del capitale investito su un orizzonte temporale di medio-lungo periodo. La quota massima degli strumenti di natura azionaria è pari al 30%; il livello di rischio è qualificato come medio;

- CRC Smart Project 60: mira, su un orizzonte temporale di lungo periodo, a ricercare la crescita del capitale investito. La percentuale massima degli strumenti di natura azionaria è pari a 60; il livello di rischio è qualificato come medio-alto.

L’investimento minimo per le gestioni CRC Smart Project è di 10.000 euro, con commissioni di gestione a partire dallo 0,25% a trimestre, senza commissioni d’ingresso né di uscita o di switch.

“Siamo molto soddisfatti dell’accordo con Cassa di Risparmio di Cento – commenta Emanuele Bellingeri, responsabile per l’Italia di iShares – un’istituzione bancaria solida, fortemente radicata sul territorio e con una tradizione consolidata anche nella gestione degli investimenti. Sono sicuro che l’apertura a strumenti e strategie innovativi, quali gli Etf Smart Beta, rappresenterà un forte impulso allo sviluppo di soluzioni d’investimento efficienti e sempre più in linea con l’evoluzione delle esigenze degli investitori”.

“Siamo orgogliosi di aver instaurato una collaborazione con iShares, una realtà leader nel mercato degli Etf, che accrescerà ulteriormente la qualità delle nostre soluzioni finanziarie – dichiara Ivan Damiano, direttore generale di Caricento. Grazie alle nuove linee studiate appositamente con iShares, riusciremo a diversificare ulteriormente le nostre soluzioni d’investimento per assecondare al meglio le esigenze di tutti i profili di clientela”.


 

martedì 14 giugno 2016

Analisi FTSEMIB

Riprendo il filo delle analisi del FTSEMIB in quando un aggiornamento si rende necessario. Come già anticipato in molte analisi precedenti che potrete trovare sul blog il mese di giugno ha dato il via al secondo affondo ribasssita dopo quello visto nei mesi di gennaio-febbraio. La perdita del supporto statico del 07 Aprile scorso di area 16.777,90 punti ha provocato nelle ultime sedute una accelerazione ribassita che a questo punto potrà trovare un argine solo in prossimità del supporto statico di area 15773 punti, dei minimi di febbraio dove è atteso un nuovo rimbalzo.
La perdita di questo importante supporto proietterà il FTSEMIB verso un approdo intermedio di area 14.800-14.900 punti, che potrebbe consentire un nuovo mini rimbalzo ma che non eviterà un test dei minimi storici di area 12.300. Per ora mi fermo qui come proiezioni ribassisite ma quando ci saremo affronteremo una loro probabile rottura con l'ultimo panic selling finale. Buon trading.

FTSEMIB Settimanale


lunedì 16 maggio 2016

ETF News



Raccolta positiva ad aprile, ma in rallentamento rispetto al 2015, per gli Etf europei

Dall'ultimo Lyxor ETF Barometer, emerge che il mercato europeo degli Etf ha registrato flussi relativamente limitati, ad aprile 2016. La raccolta netta di nuovi capitali, durante il mese, si è attestata a 2,3 miliardi di euro. Da inizio anno, la raccolta netta ammonta a 8 miliardi di euro, ossia un quarto dei capitali raccolti nei primi quattro mesi del 2015.
Le masse in gestione totali, in calo dell'1% rispetto alla fine dello scorso anno, si attestano a quota 446 miliardi di euro, compreso il contributo limitato di sottoperformance del mercato, pari al -2,3%, derivante per il 75% dall’Msci Acwi Ntr Index (-3,53%) e per il restante 25% dal Jpm Global Aggregate Tr Index (+1,26%), misurato tra il 31 dicembre 2015 e il 29 aprile 2016 (in Eur).
Gli Etf su obbligazioni societarie e mercati emergenti restano i principali beneficiari dei nuovi afflussi, sostenuti dal recupero dei prezzi delle materie prime e dalle politiche monetarie accomodanti.

Gli Etf azionari hanno subito deflussi, per il terzo mese consecutivo, per un ammontare di 1,9 miliardi di euro. Da inizio anno, i disinvestimenti che hanno interessato il comparto azionario salgono, così, a 5 miliardi di euro.
Questi deflussi hanno riguardato soprattutto gli Etf azionari europei e asiatici, in un contesto di volatilità elevata e di bassa inflazione.
I disinvestimenti dagli Etf azionari europei hanno raggiunto un massimo annuo di 4 miliardi di euro (e di 6,4 miliardi da inizio anno), e quelli asiatici di 918 milioni di euro (2,7 miliardi da inizio anno). Al contrario, gli Etf azionari statunitensi hanno evidenziato un rimbalzo, con flussi positivi per 1,4 miliardi di euro, poiché la tiepida ripresa è stata favorita dalla politica della Fed.
Gli afflussi concernenti i mercati emergenti hanno sono stati spinti dalle favorevoli dinamiche cinesi e dal rincaro delle materie prime; hanno, infatti, raggiunto un record annuale, attestandosi a quota 1,7 miliardi di euro, e hanno riguardato perlopiù gli indici globali.
Merita di essere menzionata la presenza di alcuni flussi sugli Etf cinesi per 148 milioni di euro, un record annuo.
Per quanto riguarda gli Etf Smart Beta, le strategie Minimum Volatility hanno continuato a registrare afflussi consistenti, a quota 496 milioni di euro, un livello prossimo al massimo del mese scorso, sullo sfondo di un contesto economico incerto.

Gli afflussi verso gli Etf a reddito fisso restano sostenuti, a 4 miliardi di euro. Tali investimenti hanno interessato soprattutto il comparto delle obbligazioni societarie (3 miliardi).
I segmenti dei bond investment grade e high yield hanno entrambi beneficiato dell'annuncio degli acquisti di asset da parte della Bce, con afflussi pari, rispettivamente, a 2,4 miliardi e 573 milioni di euro.
Il contesto più propizio al mondo emergente ha parimenti giovato agli Etf su titoli di Stato di questi paesi, che hanno registrato afflussi per 1,2 miliardi di euro, un record annuo.
Vale la pena, quindi, ricordare che i flussi legati agli Etf su obbligazioni indicizzate all'inflazione sono rimasti elevati, a 532 milioni di euro.

È proseguito, infine, il trend positivo deiflussi relativi alle materie prime, che si attesta a 186 milioni di euro, concentrati perlopiù sugli indici globali, favoriti dall'aumento dei prezzi delle commodity.

Da Russell alcuni temi chiave che influenzeranno i mercati nel corso del 2016

Secondo Thomas Schneider, managing director Sud Europa e responsabile per l’Italia di Russell Investments, dall’inizio dell’anno, tra andamento delle materie prime e del petrolio, incertezze legate all’economica cinese ed eventi geopolitici, non è stato facile navigare sui mercati. Ma spesso le informazioni sul contesto macro-economico possono aiutare a rimanere calmi nei momenti di alta volatilità.
In base alla approfondita ricerca e alle analisi degli strategist di Russell Investments, sono elencate, di seguito, alcune idee su cosa aspettarsi dai mercati nei prossimi mesi secondo il più recente outlook globale.

Temi chiave che influenzeranno i mercati nel 2016

La volatilità continuerà, per questo siamo piuttosto cauti sul rischio globale. Abbiamo iniziato l’anno sottopesando il rischio su molti dei nostri portafogli multi-asset. Le strategie di protezione dai rischi di downside, dove possibile, rappresentano uno strumento che siamo pronti a utilizzare.

Gestire il rischio, anziché prenderne: lo dicevamo lo scorso anno e continuiamo ad affermarlo tuttora. Proprio come la volatilità è stata artificialmente tenuta bassa nel recente passato – a causa essenzialmente delle politiche di stimolo dei governi dei vari paesi – l’attuale crescente divergenza nella politica delle Banche Centrali sta portando alla situazione opposta.

Gestione dinamica: la buona notizia è che tale divergenza può portare a potenziali opportunità d’investimento attraverso una corretta asset allocation dinamica, anche se i rendimenti su tutte le asset class saranno modesti e la volatilità sui mercati continuerà.

Le opportunità d’investimento che i nostri gestori multi-asset vedono nel 2016
Secondo Thomas Schneider, managing director Sud Europa e responsabile per l’Italia di Russell Investments, dall’inizio dell’anno, tra andamento delle materie prime e del petrolio, incertezze legate all’economica cinese ed eventi geopolitici, non è stato facile navigare sui mercati. Ma spesso le informazioni sul contesto macro-economico possono aiutare a rimanere calmi nei momenti di alta volatilità.
In base alla approfondita ricerca e alle analisi degli strategist di Russell Investments, sono elencate, di seguito, alcune idee su cosa aspettarsi dai mercati nei prossimi mesi secondo il più recente outlook globale.

Temi chiave che influenzeranno i mercati nel 2016


La volatilità continuerà, per questo siamo piuttosto cauti sul rischio globale. Abbiamo iniziato l’anno sottopesando il rischio su molti dei nostri portafogli multi-asset. Le strategie di protezione dai rischi di downside, dove possibile, rappresentano uno strumento che siamo pronti a utilizzare.

Gestire il rischio, anziché prenderne: lo dicevamo lo scorso anno e continuiamo ad affermarlo tuttora. Proprio come la volatilità è stata artificialmente tenuta bassa nel recente passato – a causa essenzialmente delle politiche di stimolo dei governi dei vari paesi – l’attuale crescente divergenza nella politica delle Banche Centrali sta portando alla situazione opposta.

Gestione dinamica: la buona notizia è che tale divergenza può portare a potenziali opportunità d’investimento attraverso una corretta asset allocation dinamica, anche se i rendimenti su tutte le asset class saranno modesti e la volatilità sui mercati continuerà.

Le opportunità d’investimento che i nostri gestori multi-asset vedono nel 2016
Le azioni europee sovraperformeranno significativamente la media globale, stiamo quindi sovrappesandole nei nostri portafogli multi-asset. I consumi e le società in Europa hanno beneficiato dei bassi prezzi del petrolio. Come già accennato, i governi europei si sono spostati da politiche di austerità a politiche di stimolo all’economia. A ciò si aggiunge il fatto che le esportazioni europee stanno beneficiando di un euro estremamente più basso, che si è svalutato di oltre il 30% negli ultimi 15 mesi.

Le azioni del Giappone sovraperformeranno; il Paese del Sol Levante, negli ultimi due anni, ha registrato la maggiore crescita degli utili aziendali di ogni altra nazione, un fatto che non tutti gli investitori riconoscono. La sua economia dovrebbe avere molti benefici dal drammatico calo del prezzo del petrolio. Inoltre, le autorità governative del Giappone sono pronte a introdurre ulteriori misure di stimolo (come hanno fatto con l’introduzione, all’inizio dell’anno, di tassi d’interesse negativi), se ci fosse necessità.

Più cauti sulle performance azionarie degli Stati Uniti: i timori sugli utili aziendali, lo stop alla liquidità della Fed e l’impatto sulle esportazioni di una fine potenziale della corsa del dollaro americano hanno gettato timori nel mercato sulle prospettive di rendimento del mercato azionario americano.

“Sono convinto che oggi, più che mai, sia utile un approccio di investimento multi-asset gestito in maniera attiva e dinamica che possa aiutare gli investitori a raggiungere i propri obiettivi finanziari – ha commentato Schneider. La diversificazione, a mio avviso, non è solo aggiungere diverse asset class all’interno del portafoglio, ma avere una chiara view sui trend di mercato, disporre di analisi puntuali sulle opportunità e i rischi di ciascun investimento, e disporre della flessibilità e dinamicità necessarie per scegliere e muovere il proprio portafoglio di conseguenza”.

Borsa Italiana: record di volumi, nel primo trimestre, su ETFplus

ETFplus ha chiuso il primo trimestre del 2016 registrando i volumi più alti di sempre, in termine di contratti e controvalore: sono stati conclusi 1.446.529 contratti (+5,08% rispetto allo stesso periodo del 2015), per un controvalore di 29,04 miliardi di euro (+5,83%).
A fine marzo 2016, il patrimonio degli Etf ed Etp (Etc ed Etn) ha toccato quota 48,51 miliardi di euro, con un aumento del 6,91% rispetto a marzo 2015.
I flussi netti per gli Etf ed Etp sono stati pari a 2,86 miliardi di euro.

ETFplus ha visto il debutto di sette nuove tipologie di strumenti, in particolare: un Etf su un indice di Mid Cap tedesche, un Etf leveraged short sull’S&P500, un Etf a gestione attiva sulla liquidità denominato in Usd, un Etf su un indice di titoli europei a bassa volatilità ed elevato dividend yield, un Etn a leva sull’indice VIX, 2 Etn a leva long e short su un indice azionario sui mercati emergenti, e 2 Etf su un indice di società giapponesi a bassa volatilità.
Da inizio anno al 31 marzo 2016, sono stati quotati in Borsa Italiana 51 nuovi prodotti, tra Etf ed ETp, e 12 fondi aperti, portando il totale degli strumenti quotati sul mercato a quota 1.152 (739 Etf, 301 Etc/Etn e 112 fondi aperti), per un totale di 32 emittenti (12 di Etf ed Etp, e 20 di fondi aperti).

Silvia Bosoni, responsabile ETFs Listing di Borsa Italiana, ha commentato: “Siamo felici che nel primo trimestre del 2016 il mercato abbia raggiunto importanti traguardi. In primo luogo, è stato registrato il record storico trimestrale dei volumi, con 1.446.529 contratti conclusi, per un controvalore di 29,04 miliardi di euro, che ci ha consentito di consolidare la nostra leadership europea per contratti conclusi su piattaforma elettronica, con una market share del 31,97%. Inoltre, il segmento dedicato agli Oicr aperti ha raggiunto i 112 strumenti in quotazioni, con una pipeline sempre più nutrita, che vede la presenza anche di emittenti da nuovi paesi, che andranno ad ampliare ulteriormente la gamma degli strumenti quotati”.






venerdì 15 aprile 2016

ETF News





Utilizzo degli Etf sul reddito fisso nell’attuale contesto di mercato

All’interno del Salone del Risparmio 2016, MondoETF ha organizzato una conferenza per approfondire le tematiche relative agli Etf focalizzati sul mercato obbligazionario, prodotti che nel corso degli ultimi anni hanno registrato dati di raccolta estremamente positivi.

Marcello Chelli, referente per gli Etf di Lyxor in Italia, ha così evidenziato alcuni dei motivi di questo successo: “Gli Etf consentono un'elevata diversificazione con un singolo trade, senza la necessità di dover fare il rolling dell'acquisto dei bond una volta che essi siano giunti a scadenza. Inoltre, tramite gli Etf è possibile investire in nicchie di mercato, come ad esempio il segmento obbligazionario corporate high yield con rating compreso BB- e BB+, che hanno, al momento, un tasso di default molto contenuto, pari allo 0,76%”.

Anche Simone Rosti, responsabile UBS ETF Italia, ha sottolineato come “esistano diversi aspetti che rendono allettante l'investimento in Etf sul reddito fisso: il basso livello dei costi, l'efficienza dimostrata nel tempo da questi prodotti e una certa delusione degli investitori per i risultati conseguiti dai gestori attivi rispetto al loro benchmark. In aggiunta, grazie agli Etf euro hedged, è possibile accedere al mercato dei bond corporate e governativi americani, senza esporsi al rischio di cambio”.

Fabrizio Palmucci, Fixed Income specialist di Source, ha invece messo in luce due interessanti opportunità d’investimento: “Nell'attuale contesto di tassi d'interesse molto bassi e addirittura in molti casi negativi, il mercato delle obbligazioni high yield americano presenta un rendimento pari all'8,5%. Inoltre, grazie alla gestione attiva, possiamo massimizzare i rendimenti degli Etf monetari, avendo, rispetto a un fondo monetario tradizionale, una più estesa curva di duration e la possibilità di selezionare titoli più rischiosi, ma con rendimenti più elevati”.

Un'altra possibile soluzione per chi è alla ricerca di yield nel reddito fisso è quella del debito emergente. Secondo Giancarlo Sandrin, head of Asset Management Clients di iShares, “l'investimento nelle obbligazioni emerging market va considerato all'interno della propria asset allocation di portafoglio, differenziando tra l'esposizione in hard currency (in dollari), da quella in local currency; nonostante presentino dei rendimenti inferiori rispetto a quelli dell'high yield americano, lo yield di distribuzione per i titoli governativi è, rispettivamente, del 4,6% e 6%, a oggi”.

Vincenzo Sagone, head of ETF & Indexing Business Unit di Amundi Sgr, ha rivelato che, “sulla base di una nostra recente indagine, la suddivisone del mercato obbligazionario europeo nella fascia tra 1 e 5 anni, considerando solamente i titoli con un rendimento positivo, è la seguente: 2% titoli di Stato di paesi core, 10% bond governativi periferici e 88% obbligazioni corporate e high yield. Data l'ormai elevata offerta di Etf sui bond societari, è oggi possibile per gli investitori ottimizzare la componente corporate di portafoglio, utilizzando, ad esempio, Etf su bond a tasso variabile”.

Infine, Mauro Giangrande, head of Passive Distribution for Southern Europe di Deutsche AM, ha introdotto due possibili strategie tramite Etf sul reddito fisso: "Una prima opportunità è data dagli Etf obbligazionari short, che consentono di realizzare performance positive nelle fasi di rialzo dei tassi d'interesse. Tuttavia, è importante ricordare come questi strumenti presentino un carry negativo, ovvero che, investendo in questi prodotti, anziché ricevere le cedole, ci si ritrova a doverle pagare, per cui è indispensabile una buona gestione tattica. Una seconda possibilità è quella degli Etf su bond inflation linked, che si differenziano dalle emissioni tradizionali per la loro duration inferiore, in quanto il prezzo dipende, oltre che dal tasso d'interesse, anche dall'inflazione attesa”.

Dalla ricerca di Lyxor, i trend trimestrali degli Etf Smart Beta, in Europa

Gli indici Smart Beta si basano su regole, e non si affidano alla capitalizzazione di mercato. Per classificare tutti i prodotti inclusi in questa categoria, Lyxor ha utilizzato tre segmenti. Innanzitutto, l’approccio risk based, che si fonda sulla volatilità e su altri metodi quantitativi. In secondo luogo, le strategie fundamental, basate sull'impronta economica di un'impresa (mediante coefficienti contabili) o di un paese (mediante parametri macroeconomici). Infine, l’approccio factor, che include gamme omogenee di prodotti basati su singoli fattori e prodotti multi-factor, concepiti espressamente per la factor allocation.

Nel primo trimestre 2016, gli Etf Smart Beta hanno evidenziato flussi positivi per 2 miliardi di euro, con afflussi record su base annuale, a febbraio 2016, per 907 milioni, e un ottimo andamento a marzo con nuovi attivi per 807 milioni. Il dato trimestrale equivale all'importo raccolto nel primo trimestre 2015, in un contesto in cui gli ETF azionari hanno subito significativi deflussi a livello globale.

Da inizio anno, gli Etf di tipo risk based hanno registrato gli afflussi maggiori, con un record per gli Etf minimum volatility a quota 1,2 miliardi di euro. A causa delle forti incertezze che caratterizzano il panorama economico e monetario a livello globale, gli Etf low volatility hanno continuato a suscitare un notevole interesse, in particolare quelli su indici Usa e globali.
Nella categoria factor allocation, gli Etf multi-factor hanno continuato a registrare afflussi, per 357 milioni di euro (YtD), soprattutto su indici europei, poiché gli investitori cercano fonti di diversificazione, date le scarse performance dei mercati azionari.
Nella categoria fundamental, gli Etf di qualità incentrati sul reddito hanno tratto vantaggio dal contesto di rendimenti bassi, in virtù del loro interessante profilo di rischio-rendimento.

Una via d'accesso al Giappone con cambio coperto e un approccio a minima varianza
Ossiam, società di gestione specializzata negli Etf Smart Beta e filiale di Natixis Global Asset Management, ha recentemente messo a disposizione degli investitori italiani la versione hedged del suo Etf Minimum Variance sull’azionario giapponese, lanciato a febbraio.

Già quotato sullo Xetra di Francoforte e all’Euronext di Parigi, il nuovo Ossiam Japan Minimum Variance Nr – Ucits Etf Hedged Index 1C (Eur) [Isin: LU1254453902, Bbg code: JHMV IM] ha un Ter dello 0,65% annuo, capitalizza i dividendi, e permette d’investire sul mercato azionario giapponese mitigando l’impatto derivante dall’oscillazione del tasso di cambio Eur/Jpy.
Il nuovo Etf di Ossiam replica l’indice di strategia Japan Minimum Variance Euro Hedged Index Nr (Net Total Return in yen, Bbg code: JPMVEHNR), elaborato e fornito da Standard & Poor’s Dow Jones, e mira a offrire il rendimento assoluto netto dei titoli più liquidi dell’indice S&P/Topix 150, scelti in modo trasparente attraverso l’approccio Minimum Variance di Ossiam.

Bruno Poulin, Ceo di Ossiam, ha commentato: “In un contesto globale segnato da un ritorno della volatilità, la strategia Minimum Variance costituisce una soluzione adatta per gli investitori che desiderano investire sull’azionario, riducendone, però, la volatilità. In particolare, questo nuovo strumento nasce dalla richiesta degli investitori di avere una soluzione efficiente capace di minimizzare il rischio volatilità e, contemporaneamente, di proteggere da fluttuazioni avverse del tasso di cambio”.

Le oscillazioni dei tassi di cambio, infatti, possono incidere molto sull’andamento degli investimenti effettuati su mercati fuori dall’Eurozona, ma spesso gli investitori non prestano attenzione a questo potenziale rischio. L’Etf Eur-Hedged di Ossiam, invece, consente di investire sull’azionario giapponese anche a chi non ha nessuna view sull’andamento della valuta locale.
Con questa quotazione, salgono a sei gli strumenti Minimum Variance di Ossiam quotati a Piazza Affari. Il player francese, infatti, ha già applicato questa strategia innovativa a tutti i più importanti universi d’investimento azionario: Europa, Usa, Giappone, mondo sviluppato e paesi emergenti.